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Calabria e incendi, il modello dimenticato

Calabria e incendi, il modello dimenticato

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Antonio Maria Mira intervista su Avvenire un articolo Tonino Perna, vicesindaco di Reggio Calabria e sociologo. Perna spiega come un meccanismo funzionante di gestione del parco dell’Aspromonte fosse riuscito a prevenire gli incendi boschivi risparmiando sui costi, ma tale pratica è stata purtroppo abbandonata.

Il sistema di Perna prevedeva l’affido a soggetti del terzo settore (cooperative sociali, associazioni, etc.) dei boschi con bando pubblico. Il contratto di affido prevedeva un contributo iniziale del 50% e uno finale del 50%, a patto che fosse bruciato meno del 1% del territorio affidato.

Secondo Perna le criticità della Calabria sono anche un gran numero di terreni abbandonati (il 35% è abbandonato, il 20% semiabbandonato), pezzi di territorio che possono prendere fuoco senza che nessun privato se ne accorga.

Perna conclude amaro:

Ma oggi funzionerebbe come allora?
Assolutamente sì. Siccome gli incendi non riusciamo a prevenirli, per la molteplicità delle cause, bisogna trovare il modo di spegnerli appena partono, ricreando un rapporto col territorio. Invece, strana coincidenza, quando la Regione firma i contratti con le società private che gestiscono l’antincendio e gli elicotteri, partono gli incendi. Non è una prova, ma il sospetto c’è: queste società vivono perché ci sono gli incendi.


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