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Anche Google e Twitter consentivano di sfruttare parole antisemite e razziste per la pubblicità online

Anche Google e Twitter consentivano di sfruttare parole antisemite e razziste per la pubblicità online

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Anche Google e Twitter consentivano a chi utilizzava i loro servizi per la pubblicità online di sfruttare termini antisemiti per selezionare i destinatari dei loro messaggi promozionali, in modo da aumentare la probabilità di suscitare interesse da parte loro. La

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Fonte: il Post Internet


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