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Benvenuti in Paradiso: un viaggio nella prostituzione tedesca [EN]

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A cura di @Cediglia.

In seguito alla legalizzazione della prostituzione, la Germania è diventata il paese europeo con il più alto numero di sex-worker pro-capite: in questo lungo reportage del Telegraph si analizzano diversi modelli di business di un mercato che fornisce servizi a 1,2 milioni di clienti al giorno.

Il Paradise di Stuttgart è un “love-center” a tema moresco che occupa la fascia alta del mercato. Pagando un ingresso di 79 €, prostitute e clienti accedono alle numerose aree comuni, dove possono contrattare liberamente tipo e prezzo della prestazione (in media 50€/30min). Questa verrà consumata nella camera affittata a spese della prostituta, che tratterrà interamente il pagamento del cliente. Altri mega love-center, come la torre di 12 piani del Pacha di Cologna, puntano su tariffe di ingresso più basse (5 €) e locali meno rifiniti. I love-center guadagnano soprattutto attraverso l’affitto delle camere (circa 175 € al giorno) e pertanto non stipulano contratti di lavoro con le sex-worker. In questo modo non vengono pagati contributi e assicurazione sanitaria, mentre il love-center previene future azioni legali per “sfruttamento della prostituzione”. Le prostitute sono per la maggior parte straniere, molte hanno un “protettore” che evita di entrare nel love-center, dove i proprietari sono tenuti a denunciare ogni attività di “sfruttamento”.

Gesext.de è un sito di aste on-line che si occupa esclusivamente di servizi sessuali a pagamento: terminata l’asta la sex-worker incontra il miglior offerente, mentre il sito trattiene il 15%. I prezzi sono estremante variabili a seconda delle categorie, dalle più costose (vergini) a quelle più economiche (uomini).

Le “love-box” di Colonia sono delle semplici strutture in lamiera alla periferia della città, gestite da volontari cattolici. Le prestazioni, con prezzi più bassi rispetto ai love-center, vengono consumate a bordo della macchina del cliente, parcheggiata nel box. Le donne che si prostituiscono in questa area “Stanno spesso lottando per la loro sopravvivenza”, come riporta una volontaria.

Immagine da Wikimedia.

 


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