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L’ozio coatto del campo di concentramento fascista

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Giornale di Storia propone una recensione del libro di Giuseppe Lorentini L’ozio coatto, dedicato al campo di concentramenti di Casoli.

Questa struttura venne messa in funzione dal Ministero dell’Interno nel 1940. Il suo scopo fu, dapprima, quello di internare gli “ebrei stranieri” colpiti dai provvedimenti bellici riguardanti i cittadini appartenenti a nazionalità considerate nemiche dell’Italia in guerra. In seguito, dal 1942, gli internati ebrei vennero trasferiti al campo di concentramento Campagna, vicino Salerno, mentre a Casoli furono destinati i civili jugoslavi provenienti dai territori occupati dall’esercito italiano al di là dell’Adriatico. Infine, dopo l’arrivo degli Alleati nel 1944, per alcuni mesi il campo fu usato anche da quest’ultimi.

Immagine da Wikimedia.

 


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