un sito di notizie, fatto dai commentatori

I bellissimi mondi infranti di Hayao Miyazaki

0 commenti

Sam Thielman sul New Yorker parla di  Shuna’s Journey, un manga di Hayao Miyazaki che affronta un tema fondamentale e complesso, molto caro all’autore. L’artista ritorna infatti più volte nei suoi lavori su una domanda piuttosto cruciale: com’è essere un bambino in un mondo morto o morente? Il viaggio di Shuna è una rielaborazione di un racconto popolare tibetano che racconta la storia di un principe che trova un grano magico per nutrire il suo popolo affamato.

Quando Miyazaki iniziò la pre-produzione della versione cinematografica di Nausicaä, nel 1983,  stava anche concludendo il lavoro su  Shuna’s Journey, un manga ad acquerello. Nel Il viaggio di Shuna Miyazaki narra la storia degli abitanti molto poveri di un villaggio senza nome. Un viaggiatore morente mostra al loro principe, Shuna, dei semi secchi che se fossero in grado di germogliare potrebbero far rivivere l’intera regione. Shuna parte così per un lungo viaggio durante il quale attraverserà nuovi territori, armato di una manciata di semi secchi, del suo fucile e della speranza di riuscire a far rinascere il suo villaggio.

Il libro è bellissimo. Il deserto di Miyazaki è arido e desolato, ma, man mano che Shuna procede attraverso il paesaggio devastato post- o forse pre-industriale, le sue tinte tenui diventano progressivamente più vivaci, i rosa del deserto lasciano il posto ai bianchi e ai rossi di una città pericolosa e della sua popolazione disperata, ai blu di un’aspra scogliera che delimita la casa degli dei e ai verdi di un’isola misteriosa. Le tavole di Miyazaki spesso si estendono per tutta la larghezza di un’intera pagina, ricordando il suo ruvido manga degli esordi “Gente del deserto”, sul tradimento e l’amore familiare sulla Via della Seta.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.