stiamo tranquilli…

Il difficile cammino dell’arte a Beirut

0 commenti

Robert McKelvey su Arts & Culture scrive del progresso dei lavori del BeMa, il nuovo Museo d’Arte di Beirut, la cui prima pietra è stata finalmente posata nel marzo scorso, dopo anni di ritardi e false partenze.

Il Museo dovrebbe essere inaugurato nel 2026 ed è finanziato da organizzazioni private. Il BeMa è il primo progetto di questo tipo che si prova a mandare in porto in Libano dopo la devastante crisi economica del 2019. Sandra Abou Nader è cofondatrice del BeMa; l’obiettivo è di incoraggiare gli artisti emergenti, promuovere l’arte libanese e di creare un terreno favorevole alla creatività e al dialogo.

Il Libano è un meraviglioso paese multiculturale”, dice. “È un esempio di convivenza e la nostra speranza è di riuscire a mantenerlo tale”.
“Abbiamo iniziato il progetto forse sette o otto anni fa”, racconta Abou Nader a The National. “È un progetto enorme. Alcuni dicono che ci sono molte cose da fare prima di arrivare a un museo in un Paese del genere, ma noi crediamo che – per creare una nuova generazione tollerante, pacifista e creativa – dovevamo continuare”.
Ricco di tesori archeologici e artistici il Libano paga l’instabilità politica e le difficoltà economiche che hanno sempre frenato tutti gli sforzi in questo settore. “Il nuovo museo – che sorgerà vicino al Museo Nazionale di Beirut e al sito della cosiddetta Linea Verde che divideva la città durante la guerra civile libanese – avrebbe dovuto aprire nel 2020. Tuttavia, il progetto è stato ostacolato da una serie di contrattempi e complicazioni.

Il primo architetto, il cui progetto era stato selezionato da una commissione internazionale per l’opera, Hala Warde, è stato presto licenziato per incompatibilità di vedute sulla gestione finanziaria. Nel 2019, il presidente onorario di BeMA, Carlos Ghosn, imparentato con Abou Nader, è stato arrestato in Giappone con l’accusa di illeciti finanziari. Infine la terribile crisi economica libanese, l’esplosione del porto di Beirut e la pandemia sembravano aver dato il colpo di grazia all’iniziativa.

Quando sarà finalmente aperto, saranno esposte le opere raccolte dal Ministero della Cultura e circa 3.000 pezzi di arte regionale e internazionale, tra cui dipinti, sculture e opere scritte che abbracciano la storia del Libano come Paese indipendente. Un accordo di prestito a tempo indeterminato, firmato dall’Associazione BeMA e dal governo libanese, renderà per la prima volta questa collezione disponibile per il pubblico all’apertura del museo.

Michele Anbar Haddad e Kerstin Khalife sull’Institute for the Conservation of Museum Objects raccontano anche del progetto del BeMa per il restauro e la conservazione delle opere d’arte moderna e contemporanea libanesi.

Nel 2016, il BeMA ha commissionato a BAKs art advisory (una società di consulenza per le belle arti) un inventario approfondito della collezione e una valutazione preliminare delle condizioni. Le opere d’arte conservate non in vista nei magazzini governativi erano in condizioni molto peggiori rispetto a quelle esposte negli edifici pubblici. Decenni di cattive condizioni di conservazione, l’incuria dovuta alla mancanza di risorse umane e finanziarie, la gestione non professionale e la lunga guerra civile hanno lasciato i loro segni sulle opere d’arte. Circa 100 dipinti presentavano strappi o fori. Le opere d’arte presentavano muffe, spessi strati di polvere, varie macchie superficiali, perdite di vernice e colori danneggiati. Numerose sculture erano rotte e innumerevoli opere su carta erano strappate.

Un intervento fondamentale è stato quello che ha riguardato la ristrutturazione dei magazzini per l’archiviazione delle opere.

A milestone of the restoration project was the renovation of the storage space where the majority of the artworks were conserved. The new storage area was fully financed and executed by the Council for Development and Reconstruction. Before moving the artworks to the new storage, the entire collection was carefully dusted, and instead of being returned and squeezed into the old wooden shelves, the paintings were safely hung on 350 sliding racks, the sculptures were placed on shelves, and artworks that needed to be stored flat were positioned in cabinet drawers.
From October 2019 on, the many crises that have hit the country have slowed the pace of the restoration work, yet it has never come to a complete halt. Regularly blocked roads during uprisings and electricity shortages and power cuts have made it challenging for the restoration work to progress consistently.

Alle 18 e otto minuti del 4 agosto 2020 un’esplosione mortale ha polverizzato il porto di Beirut,  provocando 218 vittime e il ferimento di 2.750 persone. L’esplosione ha anche distrutto numerosi edifici storici, musei, gallerie e collezioni d’arte private. Fortunatamente, la collezione BeMA-Ministero della Cultura libanese ha subito meno danni rispetto ad altre collezioni a Beirut. Alcuni dei dipinti esposti negli uffici governativi e negli edifici pubblici sono stati comunque danneggiati.

L’UNESCO è entrato nel progetto di restauro delle opere danneggiate durante l’esplosione al porto, all’interno dell’iniziativa Li-Beirut, lanciata dal Direttore Generale dell’UNESCO, Audrey Azoulay, il 27 agosto 2020 per sostenere il restauro di scuole e istituzioni educative, edifici del patrimonio storico, musei e gallerie che avevano subito danni a causa dell’esplosione.

Beirut, 20 gennaio 2022 – L’Ufficio UNESCO di Beirut e il Beirut Museum of Art – BeMA hanno organizzato oggi una mostra dal titolo “Lift”. L’evento ha esposto 17 dipinti danneggiati durante le esplosioni del porto di Beirut, nel 2020, che sono stati completamente restaurati nell’ambito dell’iniziativa faro dell’UNESCO Li Beirut.
I lavori di restauro sono stati condotti dal BeMA, con una sovvenzione del governo islandese, per ravvivare la vita culturale nella capitale libanese, dopo le esplosioni. Le opere d’arte portano tutte la firma di rinomati artisti libanesi come Jamil Molaeb, Hussein Madi, Amine El Basha, Shawki Chamoun, Paul Guiraguossian, Rafik Majzoub, Edgar Mazigi, Nizar Daher, Hassan Jouni e Bibi Zoghbe, e comprendono pezzi della collezione del BeMA – Ministero della Cultura esposti al Grand Serail, oltre ad altri provenienti da gallerie locali e collezionisti privati.

Il sito del BeMa è veramente interessante da visitare, ricco di opere e fotografie.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.