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Il viaggio migrante

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Su Il Tascabile, Andrea Staid riflette sulle ragioni da cui originano i fenomeni migratori, analizzando le rotte percorse attualmente dai migranti di provenienza africana, asiatica e mediorientale e descrivendo il sistema di affari illeciti intorno alle loro partenze e ai loro lunghi viaggi.

Il viaggio, parte fondante del processo di ominazione, cioè il farsi uomini nel tempo e nello spazio, attraverso una mutazione per contatto, è anche l’esperienza fondamentale sulla quale si costruisce il sapere antropologico. In questi anni di ricerca etnografica, ho capito che c’è un importante aspetto che distingue l’intervista dalla conversazione, e che l’interazione tra intervistato e intervistatore presenta una struttura asimmetrica, nel senso che i ruoli dei due interlocutori sono predefiniti in modo più o meno rigido e senza possibilità che diventino intercambiabili. Io alla fine dell’intervista torno nella mia casa, vado al parco con il mio cane o a cena con gli amici, l’intervistato rimane nel suo contesto sociale e di classe completamente diverso dal mio, quindi sarebbe ingenuo posizionarsi nello stesso habitus dell’intervistato. Il mio ruolo all’interno dell’interazione spesso differisce da quello del mio interlocutore, sono io quello che la maggior parte delle volte fa le domande, lui ha il ruolo di fornire delle risposte.

Immagine da Flickr.


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