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In un Rapporto ONU un duro atto d’accusa sui crimini delle autorità libiche nei confronti dei migranti

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A cura di @ex cocomeraio.

Nello Scavo su Avvenire parla di un documento ONU sulla situazione dei migranti in Libia basato su testimonianze raccole ed osservazioni dirette da parte della UNSMIL (United Nation Support Mission In Libya) e degli investigatori della Corte Penale dell’Aja.

Entro novembre il procuratore internazionale Fatou Bensouda depositerà un aggiornamento sulle investigazioni, ma dalla relazione di Guterres è facile prevedere alcuni dei capi d’accusa: «Perdita della libertà e detenzione arbitraria in luoghi di detenzione ufficiali e non ufficiali; tortura, compresa la violenza sessuale; rapimento per riscatto; estorsione; lavoro forzato; uccisioni illegali. I migranti hanno continuato a essere detenuti in sovraffollamento, in condizioni disumane e degradanti, con cibo, acqua e cure mediche insufficienti e servizi igienico-sanitari molto scarsi».

Accuse gravissime che chiamano in causa la responsabilità di quei Paesi, come l’Italia, che finanziano ed equipaggiano a fondo perduto le autorità libiche, senza mai riuscire a ottenere neanche il minimo impegno per il rispetto dei diritti fondamentali.

Immagine da nasa.


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