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J.R. Moehringer: “In quel pugile rivive la mia storia senza padre”

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

In un’intervista pubblicata nel settembre del 2015 su Repubblica, lo scrittore e giornalista statunitense J.R. Moehringer parla del difficile rapporto con suo padre.

J.R. Moehringer ha scritto un romanzo di formazione ubriaco di malinconia (“Il bar delle grandi speranze”), una delle biografie più vendute di sempre (“Open” del tennista riluttante André Agassi), la storia di un gentleman criminale (“Pieno Giorno”), un doloroso reportage dall’Alabama che gli è valso il Pulitzer (“Oltre il fiume”) e ora è di nuovo in libreria con “Il campione è tornato” ( Piemme), commovente farsa di una boxe dispersa. Perché Moehringer, 50 anni, giornalista, raffinato romanziere ed ex fattorino del “New York Times”, ha scritto di tutto nella sua carriera. Ma c’è una vena oscura e silenziosa che inonda la sua bibliografia. Ed è lo scosceso rapporto padre-figlio, abisso generazionale che dall'”Odissea” fende sofferte cicatrici in letteratura.

Immagine da Flickr.

 

 


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