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La Francia lancia un fondo di investimento per i metalli critici

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AFP, ripresa da energynews, parla di un nuovo fondo di francese per i «metalli critici».

Questo strumento, sperano i suoi promotori, permetterà di allontanare lo spettro della dipendenza dai Paesi produttori di questi metalli, fondamentali per l’elettrificazione dei trasporti (che emettono molta CO₂). Ciò avviene in un momento in cui la concorrenza con altri grandi consumatori di questi materiali, come gli Stati Uniti e la Cina, si sta intensificando. Questi metalli, la cui domanda potrebbe quadruplicare entro il 2040 nel contesto della corsa globale alla decarbonizzazione, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), comprendono cobalto, nichel, manganese, litio e platino, oltre alle «terre rare».

La Francia non è sola in questa scelta. Anche la Commissione Europea si sta muovendo in questa direzione, sempre per affrontare il cambiamenti climatico, come illustra un articolo di euronews a firma Andrea Bolitho.

La fornitura di materie prime critiche è altamente concentrata e in molti casi un singolo Paese può essere responsabile della maggior parte della produzione. Ad esempio, il 78% delle forniture di litio dell’UE proviene dal Cile, mentre il 98% degli elementi delle terre rare proviene dalla Cina e il 71% del platino dal Sudafrica.

Il 14 marzo (NdM 2023) l’UE adotterà la legge sulle materie prime critiche, facendo leva sul potere del mercato unico, per garantire all’Europa un approvvigionamento diversificato e affidabile di questi materiali, assicurando al contempo elevati standard sociali e ambientali.

Un rapporto IEA spiga più in dettaglio la dimensione dell’effetto sulla domanda:

Tuttavia, con l’avanzare della transizione energetica, le tecnologie per l’energia pulita stanno diventando il segmento della domanda in più rapida crescita. In uno scenario che rispetti gli obiettivi dell’Accordo di Parigi (come nello Scenario di Sviluppo Sostenibile [SDS] dell’AIE), la loro quota sulla domanda totale aumenterà significativamente nei prossimi due decenni fino a superare il 40% per il rame e gli elementi delle terre rare, il 60-70% per il nichel e il cobalto e quasi il 90% per il litio. I veicoli elettrici e lo stoccaggio delle batterie hanno già soppiantato l’elettronica di consumo diventando il maggior consumatore di litio e sono destinati a subentrare all’acciaio inossidabile come maggior consumatore finale di nichel entro il 2040.

 


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