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La locomotiva franco-tedesca alla prova del voto

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Francia e Germania insieme rappresentano quasi il 30% della popolazione dell’Unione Europea e circa un terzo del suo PIL. Oltre a essere estremamente influenti nella politica europea, i due Paesi sembrano recentemente i più motivati a proseguire nel cammino dell’integrazione.

In questa puntata vi raccontiamo la campagna elettorale nei due Paesi: dai gilet gialli alla nuova leader della CDU (Annegret Kramp-Karrenbauer), dal Trattato di Aquisgrana al progetto franco-tedesco per la creazione di colossi industriali europei, una proposta nata dalla bocciatura della Commissaria Europea Vestager alla fusione di Alstom e Siemens (due giganti del settore ferroviario) che avrebbe portato alla nascita di una vera e propria “locomotiva tedesca”.

La nuova puntata del podcast Lo stato dell’Unione si può ascoltare su Spreaker.

La prima immagine della Brexit risale al 23 gennaio del 2013, quando l’allora premier David Cameron, ospite nel quartier generale di Bloomberg, disse: “E’ giunto il momento per il popolo britannico di prendere la parola. Dobbiamo risolvere la questione europea. Dico al popolo britannico: questa decisione è vostra”.

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Sentiamo di aver raggiunto un po’ il limite, con Brexit. Qualcuno se n’era reso conto da tempo: a fine dicembre, il giornalista Ryan Heath di Politico spiegava su Twitter che «a renderla così noiosa è l’ignoranza dei britannici: il Regno Unito non sa cosa vuole dall’Unione Europea e non ha idea di cosa aspettarsi una volta fuori». Per dirla con le parole di un ex dirigente della campagna del Leave: «non abbiamo mai capito come funzionasse l’UE né che quello su Brexit non è un negoziato come tutti gli altri». Da tre anni stiamo assistendo a un’enorme partita del telefono senza fili, e nell’ultima settimana ne abbiamo avuto la dimostrazione concreta.

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