stiamo tranquilli…

Perché non aiutate i terremotati? Lo abbiamo chiesto ad Emergency (che li aiuta)

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A cura di NedCuttle21(Ulm)

In un’intervista pubblicata sul sito Terre in Moto, la psicologa e psicoterapeuta Giovanna Bianco parla del Progetto Sisma, il piano – di cui è referente – elaborato dall’associazione umanitaria Emergency allo scopo di offrire servizi sanitari gratuiti di sostegno alla salute fisica e mentale alle popolazioni del centro Italia colpite dagli eventi sismici del 2016/2017. Nel corso dell’intervista, la Bianco critica i cinici slogan politici attraverso i quali si cerca di creare strumentali contrapposizioni tra terremotati e altre categorie di persone vulnerabili, come i migranti, affermando che la persona svantaggiata, di qualsiasi natura siano le sue difficoltà, è sempre una persona sofferente e perciò bisognosa di interventi che ne determinino il recupero.

Ci stiamo avvicinando rapidamente alla triste ricorrenza dei tre anni da quella notte del 24 agosto 2016 in cui tutto è iniziato. Sulla condizione materiale che riguarda la ricostruzione è oramai persino retorico affermare che è tutto fermo e che anche questo governo, fatte le passerelle elettorali, non ha tra le sue priorità i territori dell’Appennino colpiti dal sisma. Ma proprio questa situazione comporta problemi da un punto di vista “immateriale” che spesso rimangono fuori dai riflettori, per questo abbiamo voluto fare il punto con Giovanna Bianco, Psicologa Psicoterapeuta e Referente Progetto Sisma MC EMERGENCY.

L’intervista è stata anche l’occasione per parlare con chi opera nell’assistenza a persone in difficoltà – non solo nel post terremoto – delle “contrapposizioni” che vengono create ad arte tra terremotati e migranti, perché sembra che di terremoto non se ne debba mai parlare tranne quando serve alla propaganda politica della paura. Anziché fornire strumenti ai terremotati, questi ultimi rischiano di diventare essi stessi strumento di una becera competizione al ribasso. Creare divisioni tra terremotati, alluvionati, migranti, disabili, disoccupati o tra qualsiasi altra “categoria” di persone in difficoltà favorisce solo chi queste difficoltà dovrebbe rimuoverle e non lo fa.

Immagine: Angelo_Giordano


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