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Pupi Avati e il ritorno del gotico padano

Pupi Avati e il ritorno del gotico padano

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Su Rivista Studio, la recensione a firma di Alessio Altieri del film horror Il signor Diavolo, l’ultimo lavoro del regista bolognese Pupi Avati.

In una celeberrima lettera spedita da Akira Kurosawa al neo settantenne Ingmar Bergam che aveva appena annunciato il suo addio alla regia, la leggenda del cinema giapponese esprime tutto il suo scetticismo verso la concezione eminentemente occidentale della vecchiaia come tomba della creativitàNel tentativo di persuadere lo svedese, scrive: «Mi rendo pienamente conto che un essere umano non è davvero in grado di creare opere davvero buone fino a quando non raggiunge gli ottant’anni», e conclude con una nota personale: «Ora ho settantasette anni e sono convinto che il mio vero lavoro sia appena iniziato».


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