La mucca è caduta ma non è morta

Quando Netflix erano le vhs dell’Unità

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Come gli alberghi diurni, le cabine telefoniche o le agenzie di viaggio, anche le edicole iniziano a diventare relitti di un’altra epoca. Vengono smantellate, o si trasformano. A Milano prendono la forma di stazioni del marketing per il Fuorisalone, targate Gucci o Campari, o boutique instagrammabili. A Roma e a Venezia diventano chioschetti dove vendere calendari coi preti, gondolette a dondolo e T-shirt con la Gioconda che fa il dab. Ma c’è stato un periodo in cui questi rottami sono stati veri centri di formazione.

In questo articolo di rivista studio Giulio Silvano analizza il ruolo di Walter Veltroni nella costruzione di un canone cinematografico (di sinistra?) attraverso le edicole, trasformandole in punti di distribuzione culturale. Viene ricostruita l’operazione che, tra cinema d’autore e popolarità accessibile, ha contribuito a delineare un immaginario progressista alternativo alla televisione berlusconiana. La selezione filmica, pensata per essere colta ma inclusiva, riflette un’idea di cultura come strumento di formazione e appartenenza politica. L’articolo evidenzia come questa iniziativa abbia segnato il passaggio della sinistra italiana da un’identità fortemente ideologica a una più legata alla narrazione e ai simboli. Con uno stile ironico e ricco di riferimenti, il pezzo invita a riflettere su come il rapporto tra politica e cultura sia cambiato nel tempo.


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