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Romano Prodi: «L’Unione europea va allargata ancora.»

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In un’intervista rilasciata il 31 dicembre al Corriere, Romano Prodi presenta il suo ultimo libro, Le immagini raccontano l’Europa (Rizzoli) e ne approfitta per parlare di politica estera comunitaria e del futuro dell’Unione.

Romano Prodi, perché il libro è dedicato ai suoi nipoti?
«Le rispondo con un po’ di ironia: l’Europa è così necessaria, ma va così adagio, che bisogna augurarsi che sia completata per i nostri nipoti!»

Romano Prodi ha appena completato un secondo libro, Le immagini raccontano l’Europa, Rizzoli Editore. Risponde in video su Whatsapp dal suo studio bolognese. A 82 anni corre ogni mattina. La bici mai d’inverno, per paura delle bronchiti. «Riprendo il 19 marzo, il giorno della Milano-Sanremo». Negli ultimi tempi il suo grande interesse, «anzi la mia ossessione», è la politica estera europea.

Lei dice che l’Europa da tempo non è più al centro del mondo. Vuole ripartire dalla difesa comune?
«Non ho mai pensato che la difesa possa essere tutto. Ma o noi costruiamo un minimo di difesa comune insieme alla politica estera europea, o siamo gli zimbelli di tutti. Quando vedo che in Libia siamo stati espulsi da due Paesi, Turchia e Russia, non certo paragonabili per dimensioni e capacità all’Europa, io ritengo che una politica estera comune sia necessaria».

 


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