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Che senso ha “votare la scienza”?

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

In un articolo pubblicato su Wired, il ricercatore in biologia molecolare e bioinformatica Massimo Sandal espone alcune riflessioni su quello che considera come un vero e proprio “abuso strumentale della parola scienza” da parte della politica:

“Vota la scienza, scegli il Pd” è concepito come una specie di ricatto morale: o stai col Pd, o stai contro la scienza. Sembra fatto apposta per metterti in imbarazzo, se non fosse francamente comico. Come ha detto qualche ricercatore “quando sequenzio un gene, sto forse lavorando per il Pd?”. Per capire cosa il Pd intenda davvero con lo slogan vota la scienza, viene fornito un volantino, in cui fondamentalmente il senso del votare la scienza si riduce al supporto alla politica di vaccinazioni obbligatorie. Non una parola sulle politiche per la ricerca, non una parola sull’istruzione, non una parola sulla scienza come cultura, o sull’innovazione. E basta approfondire il contenuto del volantino per vedere come quella del voto per la scienza sia solo marketing. Il depliant riporta dei dati sulla vaccinazione obbligatoria in Italia indicandoli come “dati Lancet”, dalla principale rivista scientifica di medicina. Non ci vuole un investigatore per risalire rapidamente alla vera fonte: questa lettera (non un articolo peer reviewed, bensì una lettera al direttore) pubblicata su Lancet Infectious Diseases: che non è la stessa cosa di Lancet, bensì una rivista secondaria dello stesso gruppo editoriale.

Immagine da Flickr (Andrew Huff).


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