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Chi è l’autore di un’opera d’arte?

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Buona domenica. Il tribunale di Parigi ha respinto le richieste di Druet. Su Il giornale dell’arte possiamo seguire il racconto della causa intentata dall’artigiano Daniel Druet per essere considerato l’unico autore di alcune opere di Cattelan ch’egli ha realizzato.

Chi è l’autore di un’opera d’arte? L’artista che la concepisce o l’artigiano che la realizza? In Francia, Paese in cui il diritto d’autore è considerato sacrosanto, un tribunale parigino è stato chiamato a rispondere a questa domanda.

In realtà la risposta ancora non c’è stata, visto che il tribunale per il momento ha considerato la richiesta inammissibile per non aver citato Maurizio Cattelan, presunto autore: e questo perché nella sentenza il tribunale parigino sembra aver dato peso alla paternità sia dell’idea che delle scelte di regia, ovvero a chi ha preso

decisioni riguardanti il dispositivo scenico per il posizionamento di queste effigi (scelta dell’edificio e dimensioni delle stanze che ospitano un certo carattere, direzione dello sguardo, illuminazione, persino distruzione di una finestra o di un parquet da realizzare).

La sentenza può essere letta qui.

Il rapporto di lavoro tra Druet e Cattelan si fece teso quando lo scultore francese aumentò i costi per i restauri delle opere di Cattelan a cifre che Perrotin [il gallerista francese committente delle opere “incriminate”] considerava «esorbitanti». Le parti cessarono di lavorare insieme e Cattelan commissionò ad altri artigiani la realizzazione delle sue statue, tra cui una ulteriore versione de «La Nona Ora».

Ovviamente il caso è stato seguito da vicino anche da tutti quegli artisti che si affidano ad artigiani e più in generale a collaboratori per la realizzazione delle proprie opere. Questo, ad esempio, è un terzo articolo dedicato al caso.

L’avvocato del gallerista committente ha sottolineato nello specifico come proteggere la proprietà intellettuale di un artista sia in particolar modo necessario in tutti quei casi di “arte concettuale“, ovvero quando l’artista immagina un formato, un “modello” facilmente riproducibile, senza necessariamente fabbricare gli oggetti che lo compongono.


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