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La nuova grande potenza europea

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Un articolo del Telegraph parla di un cambiamento nella geografia europea a cui ci dovremo abituare. Ormai da tempo, la Polonia non è più la terra da cui emigravano gli idraulici economici (o i camionisti o le badanti o i Papi): trent’anni di intensa crescita economica l’hanno portata ad essere un paese ricco con un’industria avanzata, in procinto di raggiungere i livelli di vita dell’Europa dell’ovest.

La Polonia è inoltre sempre più centrale negli equilibri politici del continente, come si è visto in occasione dell’invasione dell’Ucraina, quando Varsavia ha trascinato i propri esitanti alleati occidentali. Grazie al suo riarmo, potrebbe inoltre presto possedere il più potente esercito NATO europeo.
Non mancano i problemi, ovviamente: la tragica storia del paese ha portato a una paranoia diffusa, e l’attuale governo sta erodendo lo stato di diritto.

Ciò non toglie che il futuro dell’Europa sarà sempre più deciso non solo sulle rive della Senna e del Reno, ma anche su quelle della Vistola.

Warts and all, Poland today is still a vigorous democracy. Poles are right to take pride in their republic and its armed forces. But there should be no place for paranoia. They do not need to see Poland as a victim or a martyr.

Whatever the path of Polish politics from here, it is hard to ignore the fact that Warsaw is the coming force.

Like the miracle on the Vistula a century ago, the Polish economic miracle is an extraordinary achievement. It is time that Europe sat up and took notice.


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