stiamo tranquilli…

La sindrome da rassegnazione

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A cura di @NedCuttle21(Ulm).

Un articolo pubblicato su Il Tascabile parla di una patologia al momento poco nota, manifestatasi in Svezia, che colpirebbe solo i figli adolescenti di rifugiati a cui a un certo punto viene respinta la richiesta d’asilo: la uppgivenhetssyndrom (sindrome da rassegnazione), i cui sintomi consisterebbero nella perdita progressiva della capacità di reazione agli stimoli esterni, fino alla caduta del soggetto in uno stato di profonda catalessi.

L’Ossezia settentrionale è una repubblica della Federazione Russa, nella parte nord del Caucaso. Agli inizi degli anni 2000 in quei territori venne fondato un gruppo religioso pacifista che, per pressioni della Chiesa Ortodossa, fu poi sciolto nel 2007. In quell’anno Soslan, uno dei fondatori, decise che stava tirando una brutta aria: assieme alla moglie e ai due figli emigrò in Svezia, in cerca di rifugio dalle minacce che aveva iniziato a ricevere dalle forze di sicurezza russe. Un articolo dell’anno scorso, pubblicato sul New Yorker, ricostruisce le vicende di quella famiglia. Il figlio minore di Soslan, Georgi, fu quello che ebbe più beneficio dalla scelta del padre: in pochissimo tempo imparò lo svedese, divenne il primo della classe e si fece molti amici giocando in una squadra di calcio. A 13 anni Georgi era a tutti gli effetti un bambino di cultura svedese. Un giorno, nell’estate 2015, Georgi torna a casa da scuola e trova il padre e la madre in angoscia. Senza dire una parola, Soslan allunga una lettera al figlio che inizia a leggere e tradurre per loro: l’Ufficio Immigrazione svedese ha respinto la loro richiesta di asilo.

Della patologia si era già parlato su hookii.

Immagine da Flickr.

 

 


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