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Le accuse assurde di un giudice spagnolo per “far fuori” Pablo Iglesias

Le accuse assurde di un giudice spagnolo per “far fuori” Pablo Iglesias

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Partendo da alcune riflessioni sulle motivazioni dietro la richiesta avanzata dal giudice spagnolo Manuel García-Castellón di incriminare il segretario di Podemos e attuale vicepresidente del governo Pablo Iglesias, un articolo di Left traccia un quadro della situazione politica della Spagna.

La magistratura spagnola è un’istituzione dove il passaggio del ’78 dalla dittatura franchista alla democrazia costituzionale stenta a notarsi tanto che ancora oggi, dopo più di 40 anni, quella transizione mostra i suoi limiti e continuano a prevalere tra i giudici orientamenti conservatori e di destra, se non proprio franchisti. E non sembra esserci alcuna possibilità di cambiamento finché in Parlamento le opposizioni, in particolare il Partito popolare (Pp), boicottano il rinnovo del Tribunale costituzionale e del Consiglio generale del potere giudiziario, il massimo organo di autogoverno dei giudici. Ciò nonostante sorprendono i fatti accaduti negli ultimi giorni che rivelano vere trame di una giustizia ad uso e consumo del Pp e delle destre per far cadere il governo progressista di Sánchez.

Il giudice Manuel García-Castellón ha infatti chiesto al Tribunale supremo di incriminare Pablo Iglesias, segretario di Podemos e vicepresidente del governo di Spagna, trasformandolo da parte lesa in una provocazione ideata contro di lui, in un imputato di reati tali da giustificare la richiesta di dimissioni immediate.

 


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