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Traveling Violation – Tre notizie sulla NBA più una – #8

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A cura di @Sakuragi.

Ottava puntata di Traveling Violation, la rubrica sulla NBA dedicata al fallo più fischiato nelle arene americane.

In questo episodio: Anche a Sacramento si ride (ma non tutti), Tutti vogliono un Monociglio, Giovani virgulti crescono, Cuban dice cose.

First step: Sac’to on My Mind

Una delle squadre più disfunzionali della Lega sembra avere trovato qualche bagliore di speranza per il futuro. Principale attore del buon inizio di stagione il playmaker al secondo anno De’Aaron Fox che, grazie al gioco impostato da coach Joerger, sta mostrando le qualità che lo hanno fatto emergere al college (e poi scegliere al n. 5 del Draft), prima fra tutte la enorme velocità, anche palla in mano (ITA da L’Ultimo Uomo).

La scorsa stagione di Fox è stata la peggiore tra quelle dei primi prospetti draftati (escludendo l’enigma Markelle Fultz), con poca efficacia al tiro (0,478 di percentuale reale), scarsa attitudine difensiva e pochi assist per i compagni (solo 4.4 a partita). Dopo un’estate passata a studiare filmati di Chris Paul è tornato in campo con una migliore attitudine nel pick-and-roll e più propensione all’assist (7.5 a partita sin qui), oltre che con maggiore sicurezza nel suo tiro da 3 (39.6% quest’anno contro il 30.7%).

Come accennato, però, il motivo principale della crescita di Fox e, con lui, di tutti i Kings, è coach Dave Joerger, che ha impostato un gioco veloce e moderno, nel quale l’esplosività del play funge da grimaldello per le difese, che si vedono costrette a lasciare spazio ai tiratori della squadra, Buddy Hield su tutti (ENG da The Ringer). Questa impostazione di gioco, però, sta togliendo spazio e minuti alla seconda scelta dell’ultimo Draft, Marvin Bagley III, lungo iperatletico ma senza un tiro affidabile o capacità di reggere in difesa i lunghi avversari.

Proprio per “colpa” di Bagley rischia di saltare la possibilità per Sacramento di tornare a vivere una stagione positiva, dato che sembra che il GM Vlade Divac stia minacciando di esonerare Joerger nel caso in cui non venga dato più spazio al rookie (ITA da Sky Sport).

I Kings restano sempre i Kings.

Second step: The Hunt for Davis

Con il contratto in scadenza nel 2020 ed una squadra che appare essere sempre meno in grado di arrivare nei playoff, il futuro di Anthony Davis sembra allontanarsi da New Orleans. L’unico vero fattore che possono mettere sul piatto i Pelicans per trattenerlo è la possibilità di offrire un “supermax” alla loro stella da 207.6 milioni di dollari in 5 anni, contro un massimo di 152.5 che potrebbe offrirgli qualsiasi altra squadra senza i suoi “Bird Rights” in free agency (ENG da SB Nation). Nel caso lo volesse, però, Davis non sarebbe la prima star a forzare una trade per ottenere la cessione prima della scadenza del contratto, così da “trasferire” alla nuova squadra anche la possibilità di firmarlo alla somma più alta.

Varie stelle stanno corteggiando il Monociglio per convincerlo a portare i suoi talenti nella loro squadra, ultimo tra i vari Giannis Antetokoumpo subito dopo la partita tra Bucks e Pelicans. La corte più serrata, però, sembra la stia facendo LeBron James, che su domanda specifica di un giornalista ha risposto che sarebbe incredibile giocare con Davis (ENG da The Ringer). Il problema per il Re è che i Lakers non sono la squadra che ha più assets da cedere a New Orleans per un’eventuale scambio. Sono, infatti, i Celtics i principali candidati ad aggiudicarsi Davis, grazie alla presenza molti giovani interessanti a roster da usare come contropartita.

Third step: Mock Draft 1.0

Anche quest’anno con il procedere della stagione NCAA gli analisti (e non solo) si divertono a studiare i prospetti in uscita dal college ed a stilare le loro previsioni di Draft per l’anno prossimo. Il favorito al momento per la prima scelta assoluta è Zion Williamson di Duke, ala dotata di un atletismo eccezionale (ENG da Sports Illustrated). Sarà davvero lui la prima scelta o ci saranno sorprese da qui alla March Madness?

FOUL! Traveling violation: Cuban Vs. USA

Mark Cuban, proprietario dei Dallas Mavericks, è sempre stato un personaggio mediatico controverso, grazie alle sue affermazioni senza peli sulla lingua. Nella sua ultima uscita ha detto che Doncic è così determinante nonostante sia un giovane rookie perché in Europa sin da bambino ti insegnano i fondamentali del gioco e si inizia già da giovani a giocare contro giocatori esperti. Negli Stati Uniti, invece, tutto quello che insegnano ai ragazzini, secondo Cuban, è a schiacciare a canestro e fare mixtape di giocate. Per Cuban, quindi, sarebbe un bene per la Lega che i migliori talenti fossero portati prima dell’High School in Europa ad imparare il gioco per innalzare il livello della NBA (ENG da SB Nation). Ha ragione?

 

Per questa puntata e per il 2018 è tutto. Buone feste!

 


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