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Tutti i posti di lavoro persi dopo lo sblocco dei licenziamenti

Tutti i posti di lavoro persi dopo lo sblocco dei licenziamenti

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Su internazionale, Angelo Mastrandrea racconta l’impatto dello sblocco dei licenziamenti sui lavoratori di alcune fabbriche del Nord Italia.

Tredici chilometri e un solo giorno separano i licenziati della Henkel a Lomazzo da quelli della Gianetti Ruote a Ceriano Laghetto. In questo lembo di pianura brianzola l’accordo tra sindacati confederali e Confindustria per mitigare l’impatto dello sblocco dei licenziamenti, firmato la sera del 29 giugno 2021 a palazzo Chigi, è come se non fosse mai stato siglato. La multinazionale tedesca dei detersivi non ha aspettato neppure che entrasse in vigore: il 30 giugno 2021 ha chiuso in via definitiva lo stabilimento inaugurato nel 1933, come aveva già annunciato a febbraio. Dal giorno dopo sono rimasti senza lavoro 81 dipendenti, 14 della società che produceva i flaconi di plastica, 15 tra autotrasportatori e magazzinieri, 21 facchini, 13 addetti di una piccola compagnia di manutenzione, sei elettricisti, tre addetti al servizio mensa e altri sette al portierato.

Per poche ore tutti loro non finiranno nelle statistiche dei posti di lavoro persi dopo lo sblocco dei licenziamenti, cominciato il 1 luglio. Ci finiranno invece gli 88 operai, i 15 addetti alla logistica e altrettanti alla manutenzione, i due dipendenti del comparto qualità e i 31 impiegati della Gianetti Ruote. Alle cinque di pomeriggio di venerdì 2 luglio, al termine dell’ultimo turno di lavoro settimanale, l’azienda gli ha mandato un’email stringata con oggetto “chiusura dello stabilimento”. Il testo era laconico: “Con la presente si informano tutti i dipendenti addetti allo stabilimento di Ceriano Laghetto che con effetto dalla data odierna lo stabilimento rimarrà chiuso. Con lettera di pari data della presente è stato dato avvio alla procedura di licenziamento collettivo”. L’email spiegava inoltre che i lavoratori sarebbero stati messi in ferie da subito e al ritorno in permesso retribuito, “con espresso esonero dal rendere la prestazione lavorativa”.


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