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How Romania created the largest deposit return scheme in the world

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In un articolo pubblicato su The Guardian il giornalista Andrei Popoviciu racconta come in soli due anni, e partendo da un basso 11-14% di materiali riciclati, la Romania sia riuscita a far aumentare il tasso di raccolta differenziata di vetro, plastica e lattine a livelli molto elevati, a volte fino al 94%.
In Romania, il sistema di deposito cauzionale (DRS), introdotto nel 2023, ha trasformato radicalmente le abitudini dei cittadini e le performance nazionali sul riciclo. Persone come Dana Chitucescu, che ogni settimana raccoglie bottiglie e lattine per ottenere il rimborso della cauzione e così acquistare il cibo per i suoi sette gatti, rappresentano un cambiamento diffuso in tutto il paese.
Il sistema è semplice: quando si compra una bevanda, si paga una piccola cauzione (0.50 leu) che viene restituita quando si riconsegna la confezione pulita. Ma dietro questa semplicità c’è una trasformazione sorprendente. Fino a pochi anni fa, la Romania era tra i peggiori paesi europei per riciclo. Oggi, grazie al DRS, il tasso di restituzione delle bottiglie ha raggiunto livelli altissimi, arrivando in alcuni mesi al 94%. In soli due anni sono stati raccolti miliardi di contenitori, per un totale di oltre mezzo milione di tonnellate di materiali riciclabili.

La società che gestisce il sistema, RetuRO, parla di una vera e propria “storia da zero a eroe”. E in effetti il cambiamento è stato rapidissimo: nel 2018 si iniziava appena a discuterne, nel 2022 si costruivano i centri di smistamento, e nel 2023 il sistema era già operativo su scala nazionale. Paradossalmente, partire tardi ha aiutato: la Romania ha potuto adottare tecnologie moderne, sistemi di tracciabilità avanzati e una logistica costruita da zero, senza ereditare vecchie strutture inefficienti. Il modello è semplice: ogni negozio che vende bevande, anche quelli piccoli dei paesi, ha l’obbligo di accettare i resi. Per stimolare l’adesione al programma è stata utilizzata una capillare campagna pubblicitaria basata sulla hora, la danza tradizionale rumena come simbolo di responsabilità condivisa.

Il successo rumeno ha attirato l’attenzione di molti paesi vicini, che stanno studiando come replicarlo. Tuttavia, gli esperti ricordano che il DRS riguarda solo una piccola parte dei rifiuti totali del paese. Anche se il sistema funzionasse al 100%, il tasso generale di riciclo della Romania aumenterebbe solo di poco. Per questo alcune ONG insistono sulla necessità di puntare anche sul riuso, che ridurrebbe drasticamente la quantità di rifiuti prodotti. In ogni caso, gli effetti positivi del sistema si fanno notare: Chitucescu dice di non trovare più bottiglie di plastica nel ruscello del villaggio dopo la pioggia, nota che le strade sono più pulite e i fossi non sono più pieni di bottiglie di plastica. Per lei, e per molti altri, il successo non si misura in statistiche o miliardi di contenitori raccolti, ma in un ambiente più pulito e in un piccolo gesto che, sommato a milioni di altri, sta cambiando il volto del paese.


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