Come inquadrare i giochi da tavolo nei diversi generi? Quanto è utile per creare un linguaggio condiviso e capirsi al volo? Quanto per dare subito un’idea chiara all’interlocutore?
Un commento all’articolo della scorsa settimana ha suggerito l’idea che potrebbe essere necessario fare un po’ di chiarezza riguardo alla terminologia che si usa nel mondo dei Giochi da Tavolo, del resto un linguaggio tecnico condiviso è uno strumento essenziale per orientarsi in qualsiasi ambito. Per questo motivo già pubblicammo un articolo che parlava delle categorie dei GdT e questo è il link per ripassare. Questa settimana vogliamo ampliare il discorso: comprendere perché un gioco piace più di un altro non dipende solo da regole e complessità, ma anche dalle motivazioni personali di chi gioca. Questo articolo, tradotto da La tana dei Goblin, introduce il modello Quantic Foundry applicato ai giochi da tavolo, spiegandone il funzionamento e mostrando come possa diventare uno strumento pratico per orientarsi tra generi, esperienze e consigli di gioco. Quantic Foundry propone un modello di analisi basato su dati, utile per descrivere e confrontare i diversi profili di giocatore. Attraverso un questionario strutturato, il sistema individua le spinte motivazionali che influenzano preferenze, comportamenti al tavolo e reazioni alle meccaniche di gioco. Il risultato è un grafico a quattro assi che mette in relazione fattori tra loro correlati, come conflitto, strategia, immersione e socialità. Qui il link al sito originale del Quantic Foundry dove, se avete voglia, potete eseguire il test.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.