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Ancora sulla variante inglese e sulla comunicazione scientifica

Ancora sulla variante inglese e sulla comunicazione scientifica

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Enrico Bucci, sul Foglio, analizza le distorsioni mass-mediatiche che hanno portato a parlare di una “variante inglese”

nessuno ha mai sentito parlare di “variante ceca” o di pericoli per il vaccino. Non perché quella variante non sia pure essa da monitorare, visto oltretutto il vantaggio parziale che conferisce in termini di evasione immune ed essendosi trovata oltretutto anche nei visoni danesi; ma solo a causa del nostro bias di osservazione (dovuto al molto maggior numero di individui sequenziati in Gran Bretagna) e di comunicazione (dovuto al fatto che la variante è stata annunziata in modo spettacolarmente oscuro e ambiguo dal ministro della Salute di un grande paese occidentale).


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