Capodanno: il “capo dell’anno” il primo di 365 giorni ancora nuovi da vivere, affrontare, sopportare (a volte)
Per avere un’idea della storia legata a questo giorno e al mese di gennaio, vi proponiamo due articoli che ci raccontano le origini, più o meno romanzate, della festa per la quale ognuno di noi, almeno una volta nella vita, alla fatidica domanda “Cosa farai a Capodanno” avrebbe voluto rispondere “Andrò a letto presto.”
Capodanno: storia, origini, riti e usanze è il titolo di un articolo proposto dal blog “Thriller Storici e Dintorni”, dove si ripercorre la lunga storia del Capodanno, una festa dalle origini antichissime e ricca di tradizioni che variano nel tempo e nei diversi Paesi.
I primi cenni di una festa legata all’inizio dell’anno risalgono alla Babilonia di 4000 anni fa, con la festa dell’Akitù, celebrata per dodici giorni durante l’equinozio di primavera, dove venivano celebrati riti agricoli e di rinnovamento.
Nell’antica Roma il nuovo anno cadeva l’1 marzo, mese dedicato a Marte. In questa occasione si rinnovava il Fuoco Sacro di Vesta, simbolo della continuità di Roma. Ma nel 46 a.C. Giulio Cesare introdusse il calendario giuliano, fissando il Capodanno al primo gennaio, in onore del dio Giano, divinità bifronte del passaggio tra vecchio e nuovo.
Nel Medioevo la data del nuovo anno variava da Paese a Paese: 25 marzo in Inghilterra, Irlanda, Pisa e Firenze; 25 dicembre in Spagna; il giorno di Pasqua in Francia; il 1 marzo a Venezia; il 1 settembre nelle regioni influenzate dalla tradizione bizantina, come la Sardegna (per questo in sardo il mese di settembre si chiama Cabudanni). Stanco del marasma, nel 1691 papa Innocenzo XII decise che il primo gennaio sarebbe diventata la data ufficiale del nuovo anno per tutti i cristiani.
Sono molti i riti del Capodanno: mangiare lenticchie come simbolo di prosperità, in continuità con le offerte romane a Giano; i rumori, le danze e i fuochi ricordano le processioni dei sacerdoti Salii; l’usanza di liberarsi delle cose vecchie ha radici nei riti romani legati al dio Marte; il bacio portafortuna sotto il vischio richiama una tradizione celtica legata alla dea Freya; indossare il rosso in quanto questo era propizio nella Roma imperiale, ma richiama anche l’usanza cinese di usare questo colore per scacciare Niàn, terribile mostro che emergeva dal mare una volta l’anno per attaccare i villaggi e divorare persone e bestiame.
Il secondo articolo, stavolta da MonteCarloNews, dal titolo Gennaio, origine e curiosità sul primo mese dell’anno, ci parla dell’origine del mese di Gennaio.
Gennaio deriva da Giano (Ianus), il dio romano dei passaggi e degli inizi, rappresentato con due volti: uno rivolto al passato e uno al futuro. Secondo il mito, Giano era un sovrano saggio che portò civiltà nel Lazio e fu poi divinizzato. Originariamente il calendario romano iniziava a marzo, infatti si seguiva il calendario lunare; poi Numa Pompilio introdusse i mesi di gennaio e febbraio e fu Giulio Cesare a decretare che il primo mese dell’anno dovesse essere proprio gennaio.
Gennaio rappresenta una porta tra vecchio e nuovo, un momento di rinnovamento, riflessione e ripartenza. È associato al numero uno, simbolo di rinascita. Anche la neve è vista come elemento di purificazione e nuove possibilità. Il mese è legato a riti di rinnovamento, come i falò dell’Epifania, che servivano a scacciare le influenze negative dell’anno passato. Nel culto romano, le feste dedicate a Giano erano giorni lavorativi considerati di buon auspicio. Una delle curiosità più note riguarda gli ultimi tre giorni di gennaio (e talvolta il 1° febbraio), detti “giorni della merla”, considerati i più freddi dell’anno. Una leggenda racconta di una merla che, per sfuggire al gelo di gennaio, si rifugiò in un camino, uscendo poi con il piumaggio diventato grigio.


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