un sito di notizie, fatto dai commentatori

Come le multinazionali aumentano le disuguaglianze

0 commenti

In un lungo articolo pubblicato su Valigia Blu, Mattia Marasti commenta i risultati dell’ultimo rapporto Oxfam, Disuguaglianza. Il potere al servizio di pochi.

Le disuguaglianze non sono una legge di natura, ma derivano da precise scelte politiche e dal rapporto sempre più fitto tra il potere politico e quello economico. Questo è uno dei punti cruciali affrontati dal rapporto Oxfam Disuguaglianza. Il potere a servizio di pochi, uscito nei giorni scorsi, che fornisce un quadro aggiornato di tutte le sfaccettature delle disuguaglianze. Dopo un’introduzione generale proprio su questo tema, il rapporto italiano approfondisce le politiche messe in atto dal governo Meloni in materia economica.

Il rapporto Oxfam (Oxford Committee for Famine Relief, una confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla lotta contro la povertà, fornendo aiuti umanitari e portando avanti progetti di sviluppo) è disponibile qui. L’articolo di Mattia Marasti affronta i rapporti tra potere economico e potere politico, l’atteggiamento di Giorgia Meloni che tende a minimizzare le disuguaglianze e la strada indicata da Oxfam per gestire questi problemi.

Le multinazionali avrebbero un ruolo nell’aumento delle disuguaglianze attraverso un maggior potere di monopolio, normative fiscali favorevoli, elusione ed evasione fiscale. Ma non solo:

Il terzo legame tra l’aumento delle disuguaglianze e l’emergere di monopoli passa attraverso la privatizzazione dei servizi pubblici: acqua, servizi sanitari, istruzione.

Uno dei maggiori esperti sul tema, lo studioso della Cranfield School of Management David Parker, ha indagato gli effetti delle privatizzazioni avvenute nel Regno Unito avvenute sotto la spinta della rivoluzione neoliberista di Margaret Thatcher. Nel suo studio mostra come lo slogan “più privato è, meglio è” sia, per l’appunto, uno slogan: non c’è una legge di natura che stabilisce che le aziende private abbiano performance migliori rispetto a quelle pubbliche. A venire a mancare, secondo Parker, è l’assunto secondo cui l’influenza del potere politico sarebbe minore nelle imprese private.

E anche la crisi climatica dipende in buona misura dalle attività delle multinazionali.

È ben noto che la crisi climatica dipende da attività in mano alle multinazionali, come quelle petrolifere, della carne, delle auto. Queste sfruttano spesso l’attività di lobbying e hanno condizionato negoziati e leggi per ottenere condizioni più favorevoli.

La parte centrale dell’articolo analizza il contesto nazionale e le iniziative del governo Meloni, concludendo con un giudizio piuttosto severo:

…in generale la soluzione del governo Meloni è bocciata: inaridisce il sostegno ai poveri, è iniquo in quanto tratta in maniera diversa situazioni simili e poco efficiente sotto il profilo del risparmio di spesa. Anche la tanto sbandierata propaganda sugli occupabili finisce per essere una colpevolizzazione dell’individuo, non tenendo conto delle barriere presenti nel mercato del lavoro. Per il governo, quindi, la povertà è un problema individuale.

L’articolo si conclude con le indicazioni di Oxfam per contrastare le disuguaglianze:

Cambiare rotta è necessario. Contrastare le disuguaglianze e garantire un futuro più equo e dignitoso per tutti è un imperativo morale. Misure per un fisco più giusto, politiche che ridiano potere, dignità e valore al lavoro, un sistema di welfare a vocazione universalistica che tuteli in modo equo chiunque si trovi in condizione di bisogno rappresentano alcuni dei tasselli dell’agenda per l’uguaglianza che proponiamo. Un’agenda orientata a promuovere economie più inclusive e società più dinamiche e coese, a favorire la partecipazione piena e attiva dei cittadini alla vita economica e politica del paese, mettendoli in condizione di fare ed essere ciò a cui aspirano nella propria vita.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.