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Considerazioni sul monitoraggio strutturale

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Strade&Autostrade ha pubblicato un articolo di Andrea del Grosso con alcune considerazioni sul monitoraggio strutturale, affrontando il tema a sette anni di distanza dalla pubblicazione delle Linee Guida per la classificazione e la gestione del rischio.

A sette anni di distanza dalla pubblicazione delle linee guida sul monitoraggio strutturale (UNI/TR 11634:2016), sembra opportuno sviluppare alcune considerazioni sulle evoluzioni scientifiche e tecnologiche del metodo nonché sullo stato delle applicazioni in Italia

In Italia, l’applicazione progressiva delle Linee Guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti, insieme alle analoghe Linee Guida per le gallerie e alle istruzioni operative emanate da ANSFISA, ha portato a una crescente domanda di sistemi di monitoraggio strutturale.

Questa domanda riguarda l’installazione di sistemi  per il monitoraggio dei ponti. In futuro ci sarà una richiesta anche per altre tipologie di manufatti, oltre alla formazione del personale addetto alla gestione e alla manutenzione. La formazione di tecnici esperti nel monitoraggio richiede un approccio interdisciplinare, superando le tradizionali barriere tra diverse discipline tecnico-scientifiche coinvolte.

Una prima considerazione si può riferire al fatto che la domanda attuale riguarda principalmente l’installazione di sistemi strumentali per il monitoraggio strutturale permanente della risposta statica e dinamica dei ponti ma ci si deve aspettare che quanto prima, oltre a rivolgersi ad altre tipologie di manufatti, si registri anche una consistente domanda di formazione del personale addetto alla gestione dei sistemi nonché di manutenzione ed estensione degli stessi e di consulenza per l’interpretazione dei dati che coinvolgerà tanto il settore del software specialistico quanto quello dell’ingegneria strutturale. Il soddisfacimento delle esigenze provenienti dal mercato richiede fin d’ora attenzione da parte degli istituti di formazione, in primo luogo delle Università.

Le tecnologie sensoristiche tradizionali e a fibra ottica continuano a evolversi, consentendo il rilevamento di grandezze meccaniche, parametri fisico-chimici e ambientali. Le Linee Guida UNI/TR 11634 avevano già individuato diverse figure professionali coinvolte nel processo di concezione, progettazione e gestione dei sistemi di monitoraggio.

Le informazioni ottenibili con tali metodologie sono assai varie, da quelle relative al traffico, agli spostamenti relativi tra parti del manufatto, allo stato delle condizioni ambientali e all’esame dei difetti superficiali e della loro evoluzione nel tempo. Lo sviluppo di tali metodologie potrebbe rappresentare in un futuro non lontano un’evoluzione significativa dei sistemi di monitoraggio.

Il monitoraggio strutturale è fondamentale per identificare tempestivamente problemi e garantire la sicurezza e la durabilità delle strutture e  il CT021/GL 08 – Monitoraggio strutturale sta avviando una revisione delle Linee Guida 11634:2016..

Sempre su Strade&Autostrade un articolo, firmato Giovanni Andriulo, Francesco Freddi e Pietro Mattina riferisce l’esperienza applicativa delle indicazioni normative su un campione di 50 ponti in calcestruzzo, ordinario e precompresso, di una rete nella provincia di Parma.

Lo studio cerca di approfondire i passaggi chiave per un idoneo inquadramento dello stato di salute di un manufatto e una conseguente sua gestione ottimale, evidenziando pregi e – laddove riscontrate – difficoltà operative. L’elaborazione dei dati raccolti sul campione ha permesso di stilare alcune considerazioni in merito alle cause più comuni di degrado.


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