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Il tramonto dell’età politica social conservatrice?

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Lo storico Arnaldo Testi su alleo.it ritiene che si sia esaurito, con disordini sociali e spasmi istituzionali ma questo non dovrebbe sorprendere, è già successo in altri passaggi cruciali del passato, un ciclo politico-sociale repubblicano conservatore, concepito negli anni della presidenza Nixon, nato con la presidenza Reagan, e che ha avuto la sua età dell’oro nell’ultimo ventennio del Novecento. Ha plasmato le politiche del periodo, ha creato il contesto ideologico in cui hanno agito anche i presidenti democratici, Clinton e un po’ Obama.

I problemi sono venuti al pettine, perché la maggioranza repubblicana conservatrice è, nel frattempo, diventata minoranza. Una minoranza che negli ultimi tempi è stata in grado di governare contando sugli aspetti anti-maggioritari del sistema politico, il collegio presidenziale, il Senato federale, il redistricting manipolato della Camera. Ma questi vantaggi non possono essere per sempre.

Fra le cose che sono successe nella settimana di passione, non c’è stata solo quella clamorosa, l’assalto appunto. Ce n’è stata un’altra altrettanto importante. La folla eversiva eccitata dal presidente, quasi tutta bianca-come-il-giglio e con simboli white-supremacist, ha occupato con la violenza il Congresso più o meno nelle stesse ore in cui la Georgia ha eletto due senatori democratici.  Un fatto non da poco, in uno stato dove negli ultimi decenni i democratici hanno vinto raramente, e dove fino a qualche tempo fa c’era la segregazione razziale per legge, c’era Jim Crow. Ora ci sono il primo senatore afro-americano della sua storia, e il primo senatore ebreo. Se la solitaria battle flag confederata nel Campidoglio federale ha evocato suggestive possibilità storiche (o cinematografiche), così ha fatto la ben più solida presa di Atlanta.

 

Immagine da Pixy


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