un sito di notizie, fatto dai commentatori

Microplastiche nell’acqua in bottiglia

0 commenti

Un articolo di Short Wave per NPR discute di un recente studio sulle microplastiche nell’acqua in bottiglia. I risultati dello studio effettuato da un gruppo di ricercatori della Columbia University sono stati pubblicati su PNAS e sottolineano la maggiore limitazione di tutti gli studi sulle microplastiche: l’assenza di una tecnica analitica standard che permettesse di stimare la concentrazione di micro- e nanoplastiche:

detecting nanoplastics imposes tremendous analytical challenges on both the nano-level sensitivity and the plastic-identifying specificity, leading to a knowledge gap in this mysterious nanoworld surrounding us.

Il gruppo di ricerca, guidato dal Prof. Wei Min, si è affidato a “stimulated Raman hyperspectral imaging” (tecnica che combina la microscopia con la spettroscopia Raman stimolata, per cui ogni pixel nell’immagine raccolta corrisponde ad uno spettro Raman, che può essere confrontato con spettri standard di materiali noti grazie a semplici algoritmi e quindi associato ad un frammento di microplastica) per analizzare campioni di acqua in bottiglia, ottenendo concentrazioni molto maggiori a quelle stimate da precedenti studi.

Ne parla anche un breve articolo di green me, che sintetizza in italiano (con alcune scorrettezze scientifiche per quanto riuarda la tecnica utilizzata) i risultati di uno studio statunitense sull’acqua in bottiglia dal quale risulta che ogni litro di essa può contenere centinai di migliaia di microplastiche.

Un nuovo studio rivela che l’acqua in bottiglia potrebbe contenere fino a 100 volte più particelle di plastica di quanto precedentemente stimato.

I risultati sono stati sorprendenti: da 110mila a 370mila particelle di plastica sono state trovate in ogni litro d’acqua.

Sono in particolare quelle più piccole, con dimensioni inferiori a 1 micrometro, note come nanoplastiche, a preoccupare in quanto potrebbero penetrare facilmente nel rivestimento intestinale, nella placenta e persino nella barriera emato-encefalica, secondo Beizhan Yan, ricercatore della Columbia University.

Il problema della mancanza di un protocollo standard e accessibile per analizzare le microplastiche nei campioni di acqua di fiumi e laghi e per armonizzare i dati raccolti è all’origine di un progetto internazionale, che coinvolge scuole di tutti i livelli e istituti di ricerca, guidato dalla Prof. Sutti (Prof. Associato alla Deakin University, Australia) e da LABTER-CREA Mantova.  Due studenti hanno intervervistato la Prof. Sutti nel 2021 per il Festivaletteratura.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.