un sito di notizie, fatto dai commentatori

Perché il genere dei super robot giganti fatica a sopravvivere?

0 commenti

Su Go Nagai World (un blog di appassionati di fumetti, cartoni animati, giocattoli e memorabilia “made in Japan”) un articolo cerca di analizzare il calo di popolarità dei cartoni animati giapponesi che hanno come protagonisti robot giganti.

Negli anni ’70 e ’80, il genere dei cartoni animati giapponesi con super robot giganti ha dominato il panorama televisivo. Serie come Mazinger ZMobile Suit Gundam e Getter Robo hanno attratto milioni di fan in tutto il mondo con le loro battaglie epiche tra giganteschi robot combattenti. Tuttavia, il genere ha perso progressivamente la sua popolarità nel corso degli anni. In questo articolo, esamineremo le ragioni per cui il genere dei super robot giganti non è più in voga.

L’articolo individua quattro cause dietro questo declino: lo schema narrativo ripetitivo, l’avvento di nuovi anime a tema fantascientifico con maggiore profondità narrativa e complessità, l’allargarsi del pubblico che ha visto preferire storie più articolate e contenenti analisi psicologiche dei personaggi più raffinate e infine il costo di produzione dei cartoni animati sui robot, che richiede tempi lunghi di lavorazione e animazioni molto dettagliate.

In conclusione, il genere dei super robot potrebbe non essere più in auge, ma il suo impatto sulla cultura otaku non può essere negato . Queste serie hanno creato un importante legame tra l’animazione giapponese e il concetto di mecha, influenzando generazioni di appassionati di anime. Sebbene oggi il loro successo sia più limitato, è importante riconoscere la loro importanza e il ruolo che hanno svolto nell’evoluzione del panorama degli anime.

Otaku spiega  Wikipedia – è un termine della lingua giapponese che dagli anni ottanta indica una subcultura giapponese di appassionati di fumetti, cartoni animati e prodotti ad essi correlati. Viene anche usato come sinonimo di nerd, e quindi appassionato di tecnologia, videogiochi.
Invece i mecha – sempre da Wikipedia – sono mezzi o strumenti, di origine meccanica o naturale, presenti in numerose opere di fantasia, dalla letteratura ai manga e agli anime, che si caratterizzano per essere comandati da almeno un pilota presente all’interno della struttura di tali veicoli. Il termine è anche usato per indicare nello specifico il genere fantascientifico robotico.

Kiyoshi Nagai, noto come Gō Nagai, dal quale prende il nome il blog, è un fumettista, animatore e sceneggiatore giapponese. Considerato uno dei più importanti mangaka di sempre, è autore di opere che hanno segnato la storia moderna del fumetto portando due importanti innovazioni nei manga e negli anime giapponesi: nel 1968 con l’accoglimento dell’erotismo nei manga destinati ai ragazzi con La scuola senza pudore (Harenchi Gakuen) e nel 1972 con l’introduzione dei mecha, enormi robot guidati da piloti posti al loro interno, a partire da Mazinga Z. (fonte Wikipedia).

Un vecchio articolo di Pietro Melati su il Venerdì di Repubblica proponeva un’intervista a Gō Nagai:

Proprio in Giappone il mondo dei manga e dell’animazione è considerato arte vera e propria. Al fenomeno sono stati dedicati musei in molte città. A Mazinga è stata elevata una statua di otto metri. In Europa, invece, i musei sono luoghi esclusivi dell’arte tradizionale.

«Io, come tutti i giapponesi, non penso che vi sia separazione tra svago e arte. Proviamo a fare un esempio, prendendo a rappresentanza dell’arte la pittura. Nelle epoche passate, quando non c’era ancora il cinema, visitare i musei e vedere i quadri costituiva per le persone uno svago. In Occidente, i fumetti e i cartoni animati non sono ancora stati riconosciuti come forme di arte, ma ritengo che non appena avranno ottenuto uno spessore storico più solido, lo saranno. Sia la pittura che la letteratura, come anche i fumetti e i cartoni, sono tutti prodotti culturali fatti per dilettare e divertire “l’animo” delle persone. Di conseguenza, sarà sempre meno necessario tracciare una linea di divisione tra svago e arte».

Infine Mangaforever riporta la notizia che il museo dedicato a Gō Nagai è stato distrutto da un incendio a seguito del terremoto che a Capodanno ha sconvolto la prefettura di Ishikawa. Ne parla anche Anime News Network:

Go Nagai‘s studio Dynamic Production released a statement on Thursday regarding the fire at the Go Nagai Wonderland Museum after the New Year’s Day earthquake in Ishikawa Prefecture. The studio confirmed that the original paintings and figurines have survived the fire. They are currently being moved and stored by Wajima City. The studio credits the fireproofing measures taken during the construction and renovation of the building.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.