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Proteggere la natura rispettando il Budget

Proteggere la natura rispettando il Budget

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A cura di @Yoghi (modificato).

Un articolo dell’Economist (link alternativo) parla del  gufo macchiettato americano (Strix occidentalis caurina), la cui sopravvivenza è messa a rischio dalla distruzione del suo habitat, sicché il governo degli Stati Uniti destina quattro milioni di dollari l’anno per evitarne l’estinzione.

Tuttavia, spiega l’articolo, secondo il United States Fish and Wildlife Service, che sarebbe l’ufficio federale che si occupa della protezione delle specie in via d’estinzione, la metà esatta di questa somma basterebbe ampiamente a garantirne la sopravvivenza. Sarebbe, anzi, più efficiente destinare quei soldi ad altre specie meno attraenti, ma altrettanto importanti per l’ecosistema, come la cozza d’acqua dolce (Leptodea leptodon), un mollusco bivalve dall’aspetto decisamente insignificante, ma fondamentale per la catena alimentare dei fiumi del Nord America.

Se si adeguassero i fondi a disposizione alle reali necessità delle singole specie, si potrebbe riallocare il 25% del denaro speso, a beneficio di oltre 900 progetti attualmente sotto finanziati e le scienze economiche possono fornire un contributo impareggiabile allo sforzo per proteggere la natura, argomenta l’Economist.

Ad esempio, un team dell’università del Queensland utilizza  una metodologia tipica degli analisti finanziari volta a differenziare gli investimenti (Modern Portfolio Theory), per selezionare un “portafoglio” di barriere coralline attorno al pianeta da proteggere.

William Sutherlands dell’universitá di Cambridge, autore di “What works in Conservation” sta cercando di elaborare un modello economico che permetta di massimizzare il ritorno, in termini  ambientali, dell’investimento in denaro.


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