Giacomo Moro Muretto, sul suo canale Youtube Entropy for Life, pubblica un video di circa 30 minuti sulla possibilità, attualmente offerta da un’azienda statunitense, di selezionare le caratteristiche genetiche di un figlio attraverso l’analisi genetica degli embrioni prodotti per la procreazione medicalmente assistita, o fecondazione in vitro (IVF).
E voi paghereste €10.000 per la certezza che vostro figlio nasca sano, oppure altri 10.000 per averlo più alto o più intelligente della media?
Lo spunto del video nasce da una pubblicità, molto contestata, di un’azienda statunitense che promette ai propri clienti di aiutarli a far nascere non solo bambini sani, ma anche bambini con alcune caratteristiche fisiche, come l’altezza, migliorate rispetto alla media della popolazione.
Sia chiaro: non si sta parlando di modifiche geniche sull’embrione, ma solo di scegliere, fra gli embrioni prodotti durante una procedura di IVF, quelli che corrispondono al profilo genetico “migliore” per alcune caratteristiche.
Attualmente, quando una coppia si rivolge alla procreazione medicalmente assistita, lo fa per risolvere problemi di infertilità, perché uno dei due, o a volte entrambi, i membri della coppia sono portatori di patologie recessive, o perché la coppia è formata da persone dello stesso sesso.
Attualmente alcune tecniche sono già utilizzate per evitare malattie genetiche gravi, tuttavia queste nuove proposte commerciali puntano a predire tratti complessi come intelligenza, altezza, predisposizioni, che sono regolate da più geni, ma la scienza è ancora molto lontana dal poterlo fare in modo affidabile. Inoltre più aumenta il numero di geni coinvolti, più diventa complesso capire in che modo questi possano influire nella direzione desiderata.
L’applicazione su larga scala di queste tecniche, cioè anche a chi non ne avrebbe bisogno per prevenire patologie gravi ed invalidanti, presenta il rischio di scivolare verso una forma di “eugenetica commerciale”, con la quale la differenza tra prevenzione delle malattie e scelta di tratti desiderati diventerebbe sempre più sfumata e, soprattutto, comporterebbe seri problemi dal punti di vista delle disuguaglianze sociali: solo chi può permetterselo avrebbe accesso a figli “geneticamente ottimizzati”, aprendo la strada, in poche generazioni, alla creazione di esseri umani di “serie A” ed esseri umani di “serie B” (e si, se vi viene in mente GATTACA, sappiate che non siete i soli).
Giacomo si pone, e pone al suo pubblico, due domande finali: come potranno evolvere queste tecnologie? Il dibattito pubblico e normativo saranno in grado di dirigere lo sviluppo tecnologico in modo etico per evitare derive pericolose?
Video correlato nel quale si parla della diversa probabilità di avere figli femmine o maschi
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