Il Sole24Ore ospita un articolo di Oreste Pollicino, ordinario di Diritto Costituzionale, che prende lo spunto dalla sentenza della Corte Costituzionale romena che ha annullato le recenti elezioni presidenziali per interferenze esterne che hanno condizionato il processo politico.
La decisione della Corte evidenzia non solo le fragilità dei processi democratici di fronte alla disinformazione, ma anche l’importanza di normative efficaci, come il Regolamento europeo del 2024, sulla trasparenza della pubblicità politica, per garantire elezioni libere e corrette…
…In particolare, e si tratta di un punto decisivo, i giudici romeni hanno richiamato le norme del regolamento che vietano tecniche di targeting opache e che impongono obblighi specifici alle piattaforme per garantire la trasparenza. La mancata conformità a questi standard da parte di quest’ultima ha trasformato, ed è forse il passaggio più importante, la pubblicità politica in un “vettore di disinformazione”…
… la Corte ha evidenziato come la libertà di espressione europea conosce dei limiti, codificati, in modo da evitarne l’abuso a danno di altri valori costituzionali, come pluralismo, trasparenza e formazione veritiera di orientamenti politici. Inoltre la sentenza sottolinea un altro aspetto costitutivo del costituzionalismo europeo: l’importanza della declinazione “passiva” della libertà di espressione: il diritto ad essere informato costituisce un elemento allo stesso tempo fondante delle tradizioni costituzionali comuni in Europa e distintivo rispetto alla interpretazione e prassi americane del primo Emendamento…
… La sentenza ha sottolineato anche che le piattaforme digitali hanno una responsabilità fondamentale nel garantire la trasparenza e l’integrità dei processi democratici: un punto molto importante. La crescita esponenziale di potere, in capo a tali piattaforme, implica un accrescimento del loro livello di responsabilizzazione, in quanto di fatto costituiscono, seppur in un contesto proprietario, sempre più un luogo privilegiato di partecipazione pubblica in cui si formano (e deformano) opinioni e dibattito, anche e soprattutto nella stagione elettorale.
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