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Se, per lo storico, vittime e carnefici pari sono

Se, per lo storico, vittime e carnefici pari sono

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Sul Manifesto (link alternativo), un commento di Piero Bevilacqua all’articolo, pubblicato sul Corriere della Sera il 3 aprile scorso, in cui Ernesto Galli della Loggia si scagliava contro il politicamente corretto e soprattutto contro la colpevolizzazione dell’occidente in riferimento a fenomeni – come la tratta degli schiavi – caratteristici della storia, più o meno recente, della nostra civiltà.

Le vaste ondate di immigrazione che oggi investono l’Europa, la vecchia fortezza dei colonizzatori del Mondo, non sono solo motivate dalle guerre che questi continuano ancora a scatenate nelle ex colonie. E non solo per i problemi economici creati da una politica di sfruttamento neocoloniale che è durata per tutto il Novecento e dura ancora in varie forme.

Ma anche perché lo scintillante universo pubblicitario delle nostre società opulente ha invaso l’immaginario delle popolazioni del Sud, che si sono ritrovate misere, sradicate dai loro punti di riferimento, dal loro passato, dal loro universo culturale, proiettate verso un futuro in cui possono avere un ruolo solo come stranieri e subalterni.


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