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Le donne hanno spazio nell’Odissea? Le affermazioni di Lupita Nyong’o

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Il film Odissea, diretto dal regista Christopher Nolan, ha acceso molteplici polemiche.

In una recente intervista Lupita Nyong’o, che interpreta Elena e Clitennestra nell’adattamento cinematografico dell’Odissea diretto da Christopher Nolan, ha affermato che Omero avrebbe dedicato poco spazio alle donne nella sua opera, lamentando anche una carenza nel poema della prospettiva femminile sulle vicende.

Il canale Youtube Evropantiqva di Gioal Canestrelli risponde alle affermazioni di Nyong’o, descrivendo le caratteristiche e il peso nella narrazione di alcuni personaggi femminili dell’Odissea, e mettendo in luce la sostanziale differenza fra folklore e mito, e fra tradizione ed epica.

Mentre alcune immagini del film vengono usate in modo strumentale da esponenti dell’estrema destra, Canestrelli fa notare che anche alcune giustificazioni utilizzate da chi risponde sono forzate, mostrando un fatto che accomuna entrambi i lati del dibattito: nessuna delle parti ha letto Omero.

il filo conduttore che collega tutti questi miserabili personaggi è il fatto di non aver, al pari della Nyong’o, mai letto Omero.

Elena dalle bianche braccia” non indica il fatto che fosse effettivamente bianca ma che, appartenendo all’alta aristocrazia, non lavorava all’aria aperta e non si abbronzava. Tuttavia, afferma Canestrelli:

sarebbe disonesto non ammettere che un’espressione di questo tipo non può che nascere in un contesto dove il fenotipo più comune è quello bianco e che difficilmente un’espressione di questo tipo sarebbe stata impiegata per una regina nera.

L’autore, inoltre, sottolinea quella che, secondo lui, è un’inesattezza anche se più raffinata: alcuni partecipanti al dibattito hanno ribadito che non ha senso scandalizzarsi per le modifiche apportate da Nolan all’opera omerica, in quanto la tradizione è qualcosa che si è sempre adattata ai tempi, perdendo o acquisendo elementi. Canestrelli ribadisce che, se questo è verissimo per il folklore o per le fiabe – per cui le polemiche sul colore della pelle della sirenetta di Andersen non hanno senso – diventa un po’ meno vero per quanto riguarda l’epica ed il mito, definiti come “fotografia culturale” che non evolve con la società – in quanto la società che li ha prodotti non è più esistente.


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