Current Affairs pubblica un articolo in cui un’ex sviluppatrice di software convertitasi per qualche tempo al lavoro del sesso telefonico, racconta le proprie esperienze sulle intersezioni tra politica, mascolinità e erotismo nella società contemporanea.
L’autrice spiega di aver avviato linee di chat telefoniche di diverso livello (e costo al minuto), ma si concentra sulle conversazioni avvenute in chat con una linea particolare, Talk Politics With The Anarchist Bimbo.
Attraverso il racconto delle conversazioni intime e surreali avute su questa linea con uomini della destra conservatrice (nazionalisti bianchi in cerca di sottomissione erotica o avvocati conservatori desiderosi di trasformarsi in donne liberal) l’autrice esplora come le fantasie clandestine dei suoi clienti costituiscano una diretta valvola di sfogo contro le aspettative soffocanti del nazionalismo e del rigido “decoro” borghese.
Intrecciando la propria esperienza sul campo con la storiografia del fascismo di George L. Mosse e la critica sociale contemporanea, l’articolo mette in evidenza una contraddizione emozionale dei clienti dell’autrice: l’ossessione conservatrice per il mantenimento dei ruoli sociali finisce per generare negli uomini un disperato bisogno di cedere il controllo per evadere da quei ruoli. Ne emerge un’analisi disincantata su come la repressione delle vulnerabilità alimenti la cultura della frustrazione politica.
What I’ve learned is that we could improve society—and take the wind out of fascism’s sails—by broadening the scope of what it is socially acceptable for a man to be. As the late David Graeber said, “the ultimate hidden truth of the world is that it is something that we make, and could just as easily make differently.” As we remake the world into one warmed by collectivism, it should be one where a man knows he’s no less a man for struggling financially, wanting to be held, losing his hair, loving his friends, or playing dress-up.


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