Questo articolo de Il Gambero Rosso è una madeleine dedicata principalmente a chi ha fatto il soldato e ritiene il cioccolato militare uno dei ricordi più buoni della sua esperienza.
C’è una tavoletta al supermercato con un involucro spartano e una scritta che promette autenticità: prodotta su autorizzazione della Difesa italiana. Non è marketing per attirare gli appassionati di militaria, ma il capitolo più recente di una storia lunga quasi un secolo, quella del legame tra eserciti e cioccolato. Tutto comincia negli Stati Uniti nel 1937, quando l’esercito commissionò a Hershey una barretta pensata apposta per non essere troppo buona, le specifiche dicevano “non più gustosa di una patata lessa”, così i soldati l’avrebbero mangiata solo in caso di reale emergenza. Da lì la produzione bellica raggiunse numeri impressionanti, prima di trasformarsi in una versione più gradevole che sarebbe arrivata perfino nello spazio, a bordo dell’Apollo 15. In Italia la vicenda ha un capitolo tutto suo, legato a un’istituzione storica che per decenni ha curato la ricetta destinata alle truppe. Oggi quella tradizione sopravvive tra gli scaffali, più come souvenir che come reale specialità di gusto.


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