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Anas al-Sharif e i suoi colleghi, una strage avvolta nella menzogna

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In un articolo pubblicato sul sito del collettivo Wu Ming, Girolamo De Michele prova a smontare la teoria, diffusa da Israele e da media compiacenti, che il giornalista palestinese Anas al-Sharif, ucciso il 10 agosto scorso dall’Idf assieme ad altri suoi colleghi, fosse un terrorista.

Al-Sharif sapeva di essere da tempo nel mirino dell’esercito di occupazione israeliano. Nondimeno, come molti suoi colleghi e colleghe – Anna Politkovskaya, Giancarlo Siani, Pippo Fava, Mauro De Mauro, Simone Camilli, Maria Grazia Cutuli, Daphne Caruana Galizia, Veronica Guerin, Peppino Impastato, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, Mauro Rostagno – ha continuato fino all’ultimo la sua battaglia per la verità, con le armi di cui disponeva: una telecamera, un microfono, i suoi occhi e la sua voce.


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