L’elezione di Macron è stata salutata all’unanimità come un grande rilancio del processo di integrazione europea, dopo i timori per l’ondata populista che aveva caratterizzato il 2016.
Come è stata cambiata la prima versione della legge presentata quattro anni fa dal deputato del PD Luigi Manconi, e perché il risultato finale ha lasciato molti insoddisfatti
Un articolo di Andrea Daniele Signorelli su Il Tascabile parla dei rapporti tra sinistra radicale ed estrema destra europee, accomunate dall’opposizione al liberalismo e al neo-liberismo, incarnati, ultimo in ordine di tempo, da Emmanuel Macron:
Il 28 aprile 2017, pochi giorni dopo il primo turno delle elezioni presidenziali francesi, Marine Le Pen ha rotto gli indugi: “Mi rivolgo agli elettori della France Insoumise (il partito di estrema sinistra del candidato Jean-Luc Mélenchon, nda) per dire loro che oggi bisogna fare muro contro Emmanuel Macron: un candidato agli antipodi rispetto a quello che hanno sostenuto al primo turno”.
Un articolo dell’esperto bielorusso di nuovi media Evgeny Morozov affronta il dibattito sul possesso dei dati e del conseguente sviluppo di intelligenze artificiali, ristretto a poche grandi aziende per lo più americane.
Non è l’unico miliardario a investire i suoi soldi in cause e organizzazioni, ma George Soros è il chiodo fisso di complottisti di destra e di sinistra.
Lo storico e politologo Marco Revelli sulla Rivista Doppiozero fornisce la sua lettura dei risultati delle recenti elezioni amministrative, partendo dal caso simbolico di Genova.
In questo editoriale del New York Times si cerca di analizzare perché nel dibattito pubblico spesso gli attacchi contro i musulmani vengano considerati terrorismo più difficilmente rispetto alla situazione inversa.
Come la storia insegna, i sistemi politici vanno e vengono. Grazie alle rivoluzioni tecnologiche e ai profondi mutamenti sociali in atto, possiamo credere che questo trend continuerà.
È quindi il momento dei ringraziamenti, perché questo piccolo esperimento di giornalismo non sarebbe stato possibile senza le centinaia di email che avete scritto in questi mesi per consigliarmi un articolo, pormi delle questioni a cui non avevo pensato, criticare un singolo punto della newsletter oppure una tutta intera.
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