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Guerra tecnologica: come la Cina pianifica di aggirare le restrizioni USA

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Il video di dazibao racconta l’evoluzione del conflitto sullo sviluppo tecnologico tra Usa e Cina, con particolare attenzione all’ultravioletto estremo, la tecnologia litografica che permette di produrre chip molto piccoli (da 5 a 3 nanometri).

Gli Usa cercano di mantenere il controllo imponendo l’embargo di vendita alla Cina di queste tecnologie da parte della ASML, holding olandese unica produttrice delle macchine capaci di utilizzare l’ultravioletto estremo.
Hanno inoltre esteso l’embargo anche a produttori americani di chip di ultima generazione, frenando le esportazioni di NVIDIA che aveva appositamente creato famiglie di chip per aggirare i precedenti vincoli.


La Cina reagisce limitando l’esportazione varie materie prime, in particolare della grafite, materiale chiave per la produzione di batterie per veicoli elettrici di cui possiede il 60% della produzione naturale ed il 90% di quella sintetica.
Sta inoltre sviluppando internamente tecnologie alternative a quelle sotto embargo; dopo aver progettato con successo alcuni prototipi la Cina sta costruendo nel distretto di Xiong’an un acceleratore di particelle di oltre 100 metri di circonferenza dedicato alla produzione di chip, che sarà pronto solo tra alcuni anni.


La soluzione olandese provoca una perdita di energia al diminuire delle dimensioni non presente nel prototipo cinese; questo richiede invece una più pesante manutenzione riducendone la capacità produttiva, un grosso limite per la produzione industriale di massa ma non per altri ambiti come quello militare.


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