stiamo tranquilli…

Cybersicurezza e bikini

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L’informatica è in ambiente tradizionalmente maschile, e la sicurezza informatica soffre ancora di più di questa ghettizazione (già nel 2016 Vice illustrava le molestie che una hacker subiva alle conferenze infosec). 

Una settimana fa Coleen S., ricercatrice nel campo della sicurezza informatica, ha messo una foto in bikini su Twitter. Uno dei follower di Coleen ha criticato il post ritenendolo non professionale («la tua bio dice infosec, non c’è nemmeno un warning per queste porcherie»).

La risposta e’ diventata virale, in pochi giorni nei conti twitter dove si parla di sicurezza sono apparse foto di persone in bikini (o nel caso di uomini senza maglietta), e l’hashtag #infosecbikini:

È un due pezzi e io sono un essere umano molto più complicato della sola Infosec – in più faccio quel che mi pare, quando mi pare e come mi pare. Adios!

La storia è stata raccontata da Lorenzo Franceschi-Bicchierai su Vice e lambisce anche il rapporto sui social media tra vita professionale e privata:

«Non siamo robot fatti per scrivere di tecnologia a nastro, siamo donne con delle vite anche fuori dal lavoro. Ad essere oneste, siamo state chiamate in causa e svergognate per aver avuto l’ardire di vivere semplicemente le nostre vite troppo a lungo. È arrivata l’ora di dire basta.»

Immagine: Amy Cuddy, Poptech, da Flickr.


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