La giornalista Simona Musco, che ha seguito per anni le vicende giudiziarie e quelle mediatiche del “caso Bibbiano” per conto de Il Dubbio, le ha ricomposte in un libro, Demoni e angeli, uscito per BeHope Books.
Federica D’Alessio, pubblica sul suo sito di notizie Kritika un estratto del libro in cui si racconta come il caso mediatico e giudiziario è cominciato: in base al comunicato stampa con cui si notificava al pubblico l’esistenza di un’ordinanza di rinvio a giudizio tutti i giornali -compreso Il Dubbio– avevano assunto una linea colpevolista, anche se appariva che i fatti riportati erano tanto enormi da sembrare inverosimili. Quello però che aveva fatto scattare un segnale di allarme nella giornalista era il fatto che tra gli accusati c’era lo psicoterapeuta direttore della onlus cui erano stati affidati i bambini, che veniva accusato anche perché aveva commentato
durissimamente l’inchiesta giornalistica» “Veleno”, che aveva l’aspirazione di riscrivere la storia dei “diavoli della Bassa Modenese”.
La giornalista ricorda come il caso giuridico avesse assunto immediatamente una rilevanza mediatica per una concomitanza di interessi: una accusa basata anche su ricostruzioni altrettanto soggettive quanto quelle di cui venivano accusati gli psicologi, un sistema mediatico affamato di storie forti, desideroso di compiacere le pulsioni forcaiole dell’opinione pubblica, e infine da improbabili difensori dei bambini, impegnati in una una caccia alle streghe orchestrata per motivi politici (“Parliamo di Bibbiano!”), e in un attacco al sistema dell’assistenza sociale in nome della difesa della famiglia naturale.
Bisogna salvare le famiglie naturali, salvarle sempre, a prescindere da tutto. A prescindere dal bambino. Me ne vado da lì con la convinzione, ancora più forte, che questa storia distruggerà tutto il mondo della tutela. E che nessuno, nemmeno per sbaglio, abbia capito di cosa si stia parlando.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.