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Guerra a gay, atei e liberali. Così la Russia tornerà pura

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Su Il Giornale l’intervista di Gian Micalessin a Konstantin Valer’evič Malofeev, il “Soros nero” fondatore del gruppo mediatico Tsargrad, portabandiera di quel «partito della guerra» che conta sempre più proseliti tra l’opinione pubblica russa.


Malofeev — uno dei principali ideologi del regime russo — delinea il punto di vista dei falchi dell’autocrazia riguardo al conflitto ucraino, falchi che trovano sempre più sponda nell’opinione pubblica occidentale che tende via via a confondere aggredito ed aggressore, vittima di una propaganda che vuole distribuire parimenti le responsabilità, mirando a rimuovere i tentativi diplomatici europei, NATO e cinesi precedenti al conflitto, addebitando all’Ucraina la “colpa” di non volere la pace.

La guerra non si combatte solo sui campi di battaglia, ma anche sul piano ideologico e culturale. Vogliamo far piazza pulita di tutte le perversioni arrivate dall’America. Vogliamo cancellare Disney, Netflix e tutte le aziende e gli artisti che fanno della sodomia la loro bandiera. Quella gente è lo strumento con cui l’America mina la nostra società. […] La guerra ci rende più forti perché ci aiuta a ripulire la società sbarazzandoci di atei e liberali, ripristinando le lezioni di patriottismo nelle scuole e tornando alla purezza della religione ortodossa […] È stato Zelensky a spingerci alla guerra totale. Facendo leva sul fanatismo dei gruppi nazionalisti ha moltiplicato il livello della violenza. All’inizio non pensavamo di colpire le città ucraine. Ma il comportamento disumano dei gruppi estremisti e gli attacchi a personalità come la figlia di Dugin hanno diffuso l’odio anche sul nostro fronte


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