un sito di notizie, fatto dai commentatori

Il mondo dell’arte visto attraverso i meme di @freeze_magazine [EN]

0 commenti

Il Giornale dell’Arte pubblica un’intervista a Cem A,  gestore del famoso account Instagram @freeze_magazine, nella quale l’artista si racconta in occasione della sua prima mostra al Barbican di Londra.

@freeze_magazine è un account Instagram gestito da artisti, molto apprezzato nel mondo dell’arte grazie alle sue pungenti critiche: ha oltre 130.000 follower e ha ottenuto importanti riconoscimenti dalle principali istituzioni, tra cui il Barbican Centre di Londra. Il suo lavoro è stato presentato da Artnet News, il New York Timesl’Art Newspaper e Monopol Magazine. 

«Hope You See Me as a Friend» è la prima mostra nel Regno Unito dell’artista Cem A, noto soprattutto per l’account Instagram di meme @freeze_magazine. La mostra, allestita presso il Barbican Centre, non si è svolta in uno spazio espositivo convenzionale, ma piuttosto sugli schermi che solitamente comunicano le informazioni sul museo. Dal 2019 @freeze_magazine ha creato centinaia di meme visti da centinaia di migliaia di persone, con l’intento di commentare le questioni urgenti del mondo dell’arte che la critica d’arte convenzionale, gli artisti e le istituzioni spesso eludono.

Domande e risposte nell’intervista cercano di investigare questo particolare settore, che vorrebbe porsi a cavallo tra arte e critica attraverso l’uso dei meme:

Cosa pensa che renda i meme, e più precisamente i suoi, così popolari all’interno del cosiddetto mondo dell’arte?
I meme rendono meno netti i confini tra creazione e critica, il che li rende interessanti per il mondo dell’arte. Sono anche destinati a evolversi con le tendenze essendo definiti dalla circolazione dell’immagine piuttosto oltre che che dal suo contenuto: per esempio, il dipinto di un meme non ha la stessa potenza di un meme digitale che viaggia e si evolve attraverso Internet. Queste qualità fanno sì che gli account social di @freeze_magazine raggiungano centinaia di migliaia di persone al mese, numeri paragonabili a quelli di un museo, di una fiera o di una (vera) rivista.

Naturalmente arriva anche l’inevitabile domanda:

«Ma questa è arte?» è una domanda filosofica che affiora ogni volta che gli artisti utilizzano materiali che si trovano comunemente nella vita di tutti i giorni: come risponderebbe a questa domanda in relazione ai suoi meme?
Se concetti sofisticati e difficili da afferrare come Fluxus o l’estetica relazionale sono stati ampiamente accettati come movimenti artistici, non ho alcuna esitazione a definire i meme «arte». Tuttavia, la mia intenzione con questa affermazione è quella di riconoscere la cultura dei meme come un’estensione delle arti visive, rifiutando la terminologia dell’arte moderna. Un account di meme può essere visto sia come un’opera d’arte, sia come una mostra, sia come una performance o addirittura come un’istituzione in o di sé stessa. I meme non rientrano in nessuno di questi concetti.

Nel frattempo Artnet lo scorso settembre ha dedicato un articolo alla nuova mostra che Cem A ha allestito per @freeze_magazine in Turchia a Istanbul, presso la galleria commerciale Versus Art Project,  intitolata “Pleased to announce…”  che guarda all’arte oscura dei comunicati stampa.

Since founding @freeze_magazine in 2019 as a semi-anonymous profile on Instagram, the artist behind it, Cem A., has become a reliable source for poignant criticism of the art world’s many, many, hypocrisies. His work has been featured by Artnet News, the New York Times, the Art Newspaper and Monopol Magazine. Over the past few years, @freeze_magazine has dared to go where few others have, from exposing German gallerist Johan Konig’s alleged sexual assaults, to unraveling museum’s uneasy relationship between public and private funding. And in doing so, Cem A has garnered the respect of the museum and gallery system he so often targets.


Commenta qui sotto e segui le linee guida del sito.