Il Guardian riporta i risultati di una meta-analisi pubblicata sul Lancet sugli effetti collaterali delle statine (farmaci usati per prevenire alcune malattie vascolari). Il risultato è che pochissimi di essi sono veramente attribuibili ai farmaci.
I foglietti illustrativi che adesso accompagnano i farmaci propongono più di sessanta possibili effetti collaterali per le persone che li prendono, in genere per tempi molto lunghi, ma la meta-analisi ha riscontrato che solo sei di questi effetti sono realmente causati dai farmaci, mentre per le altre decine di possibili complicazioni la frequenza con cui si verificano non sembra superiore a quella con cui si verificano in persone che non prendono le statine.
The study’s lead author, Christina Reith, an associate professor at Oxford University, said: “What we were able to show reliably was that statins did not make these commonly experienced events occur more often.
Lo studio in esame è stato uno dei più ampi e completi svolti finora: ha esaminato 19 studi randomizzati, che comprendevano un totale di 124.000 pazienti, con un tempo di controllo medio di quattro anni e mezzo. I ricercatori hanno evidenziato non esistevano evidenze forti che 62 dei 66 effetti collaterali indicati fossero effettivamente causati dalle statine, a fronte dell’evidente beneficio delle stesse in termini di abbassamento del rischio cardiovascolare.
“So for example, the percentage of people suffering memory loss per year was similar to those taking statin therapy as those not, equally. The percentage of people suffering sleep problems per year was similar to those taking statin therapy as for those not.
“This means that we now have really good evidence that although these things may well happen to people while they take statins, that statins are not the cause of these problems.”
Gli autori dello studio evidenziano un fatto: le statine sono effettivamente farmaci salvavita, tuttavia non sono appropriate per tutti i pazienti, per cui una revisione delle indicazioni terapeutiche di questi farmaci permetterebbe a medici e pazienti di effettuare delle scelte più consapevoli e adatte a ciascuno di essi.


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