Il giornalista Sean Williams descrive il suo incontro con Sua Maestà David Peii II, alias Noah Musingku, profeta, truffatore, e politico dell’isola di Bougainville (qua una versione più lunga, qua una più corta).
Bougainville è un’isola appartenente alla Papua Nuova Guinea, ma con molti legami culturali ed etnici con le vicine Isole Salomone. L’isola è ricca di oro e rame, e nella seconda metà del Novecento ospitò una delle miniere più grandi del mondo: la sua gestione alimentò la frustrazione verso il governo centrale, accusato di tenersi i profitti dell’attività lasciando i locali soli a gestire inquinamento e degrado ambientale, e nel 1988 scoppiò una guerra d’indipendenza. Dopo dieci anni fu raggiunto un accordo di pace, che prevedeva l’autonomia dell’isola e l’indizione di un referendum sull’indipendenza. Nonostante questo si sia tenuto, e sia stato stravinto dagli indipendentisti nel 2019, Papua però non ha ancora finito di preparare il passaggio di consegne, che si dovrebbe tenere entro il 2027.
È in questo contesto che è emerso Musingku. Verso la fine della guerra, cominciò a finanziare una delle fazioni indipendentiste contrarie all’accordo: la società che formò, U-Vistract, era però uno schema di Ponzi, che raccolse soldi da vari investitori con la promessa di profitti elevatissimi. Quando le autorità dei paesi vicini ne bloccarono le attività, Musingku si era già ritagliato una piccola enclave dell’isola sotto il suo controllo personale, con un seguito armato e un culto messianico: sostiene ancora che U-Vistract porterà profitti, nonostante l’opposizione della “finanza internazionale” (che comprende le Nazioni Unite, i Rotschild, i Rockfeller, e i padroni coloniali), ma solo ai veri fedeli. Nel frattempo, la leadership indipendentista ha cercato di ammazzarlo, ma ha ottenuto solo il risultato di rendere i suoi seguaci più fanatici ed elusivi.
It seemed to me that the ABG (Autonomous Bougainville Government) was caught in a double bind: try to liquidate Musingku again, and risk Papua New Guinea’s insisting that Bougainville isn’t ready for statehood; leave him untouched, and he just might contrive another scam or foment a violent secessionist movement. “To suggest that probably we’ll go and smoke him out,” Ezekiel Masatt, the ABG’s attorney general, told me, “that’s not our intention. He’s a Bougainvillean. But we say his time will be up shortly. This scheme that he operates will die a natural death. All his brothers and the brothers’ wives and people who surrounded that king will slowly put him out.”
Tanis wasn’t so sure. He’d never come across anybody who was “dead against” the king, he said. “Noah Musingku did not hold them at gunpoint and take their money; they invested because of their own greed.”
Why hadn’t one of U-Vistract’s conned investors tried to kill him? I asked. People have died in Bougainville for far less.
“Killing him will shut the door that they ever get paid,” said Tanis. “Keeping him alive continues to keep the hope alive.”


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