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L’Amazzonia brucia anche per noi: soldi italiani dietro gli incendi in Brasile

L’Amazzonia brucia anche per noi: soldi italiani dietro gli incendi in Brasile

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Paolo Biondani e Pietro Mecarozzi su L’Espresso spiegano chi finanzia le società agroalimentari accusare di distruggere l’Amazzonia.

I cronisti di Reporter Brasil e i ricercatori dell’istituto Centro De Vida si mettono a indagare, nell’inerzia quasi totale delle autorità, e riescono a localizzare i focolai d’innesco, utilizzando le foto aeree della Nasa e dell’Ente spaziale brasiliano (Inpe). Quei dati vengono incrociati con le mappe catastali, i registri societari, i contratti di forniture agricole. I documenti mostrano che tutti gli incendi sono partiti dai confini di cinque proprietà private. Tra cui spiccano due grandi fattorie che vendono carne e soia a due giganti agroalimentari brasiliani, i gruppi Amaggi e Bom Futuro. Che a loro volta risultano fornitori, nello stesso periodo, di multinazionali come Jbs, Marfrig e Minerva, che rivendono quei prodotti in tutto il globo.


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