Un video del New York Times dell’anno scorso (ripreso da Internazionale), di quando Trump si era appena insediato, raccoglie le testimonianze di quattro dissidenti, provenienti da Russia, Singapore, Nicaragua e Ungheria.
Loro descrivono in che modo il loro paese sia diventato sempre più autoritario, e perché non se ne siano accorti in tempo. In generale, in tutti i casi i dittatori hanno proceduto in maniera graduale, cominciando a chiudere singoli canali televisivi o ONG, e lasciando pensare ai loro oppositori che fossero casi isolati.
Il loro messaggio è rivolto agli Statunitensi, perché le decisioni prese da Donald Trump nelle prime settimane del suo mandato presidenziale ricordano pericolosamente alcune esperienze che loro hanno già vissuto: per esempio, il presidente singaporiano Lee Hsien Loong nominò procuratore generale il proprio avvocato personale Lucien Wong, come Trump ha nominato Pam Bondi. Per questo, sostengono, è importante reagire ai primi segnali di involuzione democratica.
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