L’ingegnere Roberto Menotti, esperto di motori termici, propone sul suo canale You Tube una spiegazione delle novità che la Toyota sta introducendo con i suoi nuovi motori 1.5L e 2.0L Turbo “High Efficiency”.
Secondo Menotti -che ammette di non conoscere direttamente i nuovi motori- Toyota ha riprogettato completamente i motori esistenti, agendo su diversi aspetti:
- Ha ridotto l’altezza del motore, così guadagnando in aerodinamica.
- Ha reso possibile usare sullo stesso motore sia gli E-Fuel, idrocarburi sintetici con meno impurità di quelli tradizionali, sia l’idrogeno.
I nuovi motori sarebbero progettati specificatamente per le automobili ibride, dove funzionerebbero in prevalenza per ricaricare la batteria, potendo così lavorare in un range ristretto di potenza che ne aumenta l’efficienza.
I nuovi motori di Toyota sono probabilmente l’apice dell’ingegneria endotermica civile, rappresentano il tentativo estremo di unire due mondi che sembravano incompatibili: la densità energetica dei combustibili liquidi e l’efficienza istantanea dell’elettrico. Tecnicamente sono capolavori di compromesso, hanno rinunciato alla semplicità costruttiva. Sono motori complessi, pieni di sensori, attuatori, circuiti doppi per ottenere la soluzione ambientale.
Saranno affidabili, questa è la vera domanda? Se hanno ragione loro, tra 10 anni guideremo ibridi che fanno 30 km con 1 litro di E-Fuel, emettendo vapore acqueo o CO2, senza l’ansia della ricarica. Se hanno torto, avranno costruito i motori più complessi e costosi della storia per un mercato che non li vuole più.


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